La Finlandia è di nuovo in cima alla classifica dei “paesi più felici del mondo” secondo il World Happiness Report, pubblicato non a caso nella Giornata mondiale della Felicità e che prende in considerazione parametri come il sostegno sociale, il reddito, la salute, la libertà, la generosità e l’assenza di corruzione.

I paesi più felici del mondo

I finlandesi sono al comando da ben sei anni di fila e il podio, ancora una volta, appartiene ai paesi nordici. Seguono infatti Danimarca e Islanda, poi Israele, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia, Svizzera, Lussemburgo e Nuova Zelanda. Tra i primi dieci spicca la Lituania. La nazione baltica è salita costantemente negli ultimi sei anni. Basti pensare che nel 2017 era 52esima. E anche gli altri paesi baltici, Estonia (n. 31) e Lettonia (n. 41), sono saliti in classifica. Afghanistan e Libano, dilaniati dalla guerra, rimangono i due paesi più infelici nel sondaggio.

Il rapporto è stato redatto dopo aver intervistato più di 100 mila persone in 137 Paesi, a cui è stato chiesto di fare un paragone pre e post Covid. I paesi occidentali sono stati leggermente peggiori rispetto agli altri, ma “i dolori indubbi della pandemia sono stati compensati da un aumento della capacità dei rispondenti di scoprire e condividere la capacità di prendersi cura gli uni degli altri in tempi difficili”. E nonostante un aumento del numero di morti tra le persone anziane, quelle sopra i 60 anni hanno riportato un miglioramento della loro felicità rispetto ai gruppi più giovani.

La situazione dell’Italia

E l’Italia? Il nostro Paese perde due posizioni e scende dalla trentunesima alla posizione numero 33, subito dopo la Spagna e prima del Kosovo. Lo slittamento indietro della nostra nazione nella lista dei paesi più felici, si intreccia fortemente all’alto tasso di suicidi che interessa il Paese, soprattutto dall’inizio della pandemia Covid-19. In Italia, è emerso, ogni 16 ore una persona si toglie la vita. Un’altra prova a farlo ogni 14. Tragico il dato anche se si guarda solo ai giovanissimi, tra i quali si verifica un caso di tentato suicidio al giorno. Sono questi i numeri allarmanti che emergono dall’ultimo report dell’Osservatorio suicidi della Fondazione Brf – Istituto per la ricerca in psichiatria e neuroscienze. L’analisi dell’Osservatorio, come spiega il presidente della Fondazione Armando Piccinni, non si basa sui dati istituzionali, che non sono correntemente aggiornati, bensì su un’attenta analisi delle notizie di cronaca, locali e nazionali, iniziata durante la prima ondata della pandemia da Coronavirus.

Da gennaio ad agosto 2022, in Italia ci sono stati 351 suicidi e 391 tentativi. Il fenomeno è distribuito in maniera uniforme su tutta la Penisola: il maggior numero di suicidi si è registrato al Nord (133), seguito dal Sud (131) e infine dal Centro (87). Per i tentativi, invece, spicca il Centro (143), seguito dal Sud (133) e dal Nord (115). Da quanto emerge nel report, le categorie più a rischio sono le forze dell’ordine e i detenuti.