I mari italiani sono minacciati da un nuovo pericolo: il granchio blu. Si tratta di una specie, definita “aliena”, che rappresenta una minaccia per moltissime specie marine, tra cui cozze e vongole. Per contenere e combattere la sua diffusione, il governo ha deciso di stanziare 2.9 milioni. Ma intanto spunta nei supermercati di Grosseto a 8,95 euro al chilo.

Cos’è il granchio blu?

Il granchio blu divide. C’è chi tenta di allarmare sulla enorme pericolosità di questa specie, una vera e propria minaccia per l’ecosistema marino, e c’è anche chi decide di pescarlo e venderlo, sostenendo sia ottimo con la pasta. Questa specie dal colore caratteristico, in realtà, era già apparsa sulle spiagge italiane da q1ualche anno, ma nell’ultimo periodo la sua presenza (e la sua pericolosità) si è fatta sempre più pressante. Buona parte della responsabilità è, ancora una volta, del cambiamento climatico, che favorisce la permanenza di specie non autoctone, provenienti da altre latitudini (e per questo definite aliene), che alterano l’ecosistema in cui si introducono. Ernesto Azzurro, dirigente di ricerca all’Istituto per le Risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Irbim-Cnr) di Ancona, ed esperto di pesci alieni, spiega:”È quello che sta accadendo quest’anno con l’emergenza del granchio blu, il Callinectes sapidus, che ha un pesante impatto ecologico, per la riduzione della biodiversità, ed economico, per i danni alla pesca in particolare”, aggiungendo: “Prevediamo una progressiva e rapida espansione geografica di queste specie e, dall’altra parte, il declino di specie native del Mediterraneo, con minore affinità termica. Faccio un esempio concreto: la salpa che è il nostro pesce erbivoro che tutti conoscono, specie comune in tutte le coste italiane, verrà sostituita probabilmente dai pesci coniglio, erbivori e anche dalla puntura velenosa. Questa cosa è già successa nei settori più orientali del Mediterraneo. Se noi andiamo in Libano, in Turchia, in Grecia, a Cipro, vediamo quasi completamente pesci coniglio, mentre la salpa scompare progressivamente. Questo è un esempio di sostituzione“.

La vendita

Nonostante questo, come è stato riportato da diverse persone, i granchi blu vengono venduti a 8.95 euro al chilo. Ad esempio, ne sono stati avvistati alcuni in vendita all’Unicoop Tirreno, in provincia di Grosseto, sul banco pescheria del supermercato. I clienti si sono rivelati molto curiosi, sia per il colore particolare del crostaceo, sia per il prezzo decisamente più conveniente rispetto a quello di altre categorie di granchi. Il granchio blu è originario delle coste atlantiche del continente americano, e già da molto tempo viene impiegato a scopo alimentare in stati Usa come il Maryland e la Virginia.

I costi del granchio blu

Il prezzo giornaliero per smaltire i granchi blu, secondo le stime, ammonterebbe a ben 100 mila euro. A pagare maggiormente, in termini economici e di sforzi attivi, sono ovviamente gli operatori ittici, in particolare quelli di Emilia Romagna, Veneto e Toscana, impegnati nel tentativo di debellare la specie aliena. A stimare questa somma, per l’ANSA, è stata Fedagripesca-Confcooperative, che sottolinea come il granchio blu costituisca un vero e proprio salasso per le imprese ittiche. Il vicepresidente, Paolo Tiozzo afferma: “È urgente convocare un tavolo di lavoro identificando misure per fronteggiare una situazione che rischia di compromettere la biodiversità di intere aree e centinaia di imprese e cooperative”, chiedendo l’attivazione di un fondo volto ad agevolare i costi dello smaltimento. Allarme subito raccolto dal governo, tanto che al prossimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, nel decreto omnibus si potrebbe trovare una norma su misura che stanzierebbe 2,9 milioni di euro per dare la caccia al crostaceo blu; a finanziare questa “guerra” sarà il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste: il denaro sarebbe volto proprio a sostenere le imprese che si occupano della cattura e dello smaltimento della specie aliena.