Cosa successe a Marcinelle? 67 anni fa la tragedia in cui morirono 136 minatori italiani

Oggi ricorre il 67esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, dove morirono 262 minatori, di cui 136 italiani. Si tiene al Bois du Cazier la cerimonia che, come da tradizione, ha avuto inizio nel piazzale antistante la miniera. Sono presenti, oltre alle autorità locali e federali belghe, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, la Regina emerita del Belgio Paola Ruffo di Calabria, l’ambasciatore italiano in Belgio Federica Favi e l’ambasciatore italiano presso la Nato Marco Peronaci. La cerimonia è iniziata con la benedizione della campana ‘Maria Mater Orphanarum’, seguita dai 262 rintocchi che hanno ricordato le vittime della tragedia del 1956. I loro nomi, come ogni anno, sono stati letti uno ad uno, di fronte ad una platea rimasta in silenzio. Subito dopo il sorvolo di due Tornado del sesto stormo dell’Aeronautica italiana ha chiuso la prima parte della commemorazione.

Cos’è la tragedia di Marcinelle?

275 minatori, la mattina dell’8 agosto 1956, si erano piazzati nelle vene del Bois du Cazier, per scavare carbone fino a quota meno 975 metri: un chilometro sottoterra. Norme di sicurezza approssimative e un pozzo della cui chiusura si discuteva da almeno trent’anni provocarono la tragedia. Si trattò d’un incendio, causato dalla combustione d’olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L’incendio, sviluppandosi inizialmente nel condotto d’entrata d’aria principale, riempì di fumo tutto l’impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti, di cui 136 immigrati italiani. Si salvarono solo in 12. La speranza di trovare altri uomini in vita svanì definitivamente alle 3:25 del 23 agosto, dopo quindici giorni, quando la squadra di salvataggio, di cui faceva parte l’italiano Angelo Berto, risalì in superficie da quota -1035 con negli occhi il terrore di quanto aveva appena visto: “Tutti cadaveri!”.

Marcinelle è comunemente riconosciuta come la catastrofe degli italiani all’estero. Non fu la prima né l’ultima, né quella con il maggior numero di vittime italiane, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi della migrazione italiana nel mondo. “La tragedia di Marcinelle ha avuto un ruolo cruciale nel gettare le fondamenta dell’Europa di oggi e della cittadinanza europea, ispirata ai valori condivisi del rispetto per la dignità umana, dell’uguaglianza, della democrazia e della libera circolazione dei lavoratori. Valori che oggi, più che mai, sono indispensabili per affrontare insieme le sfide globali e assicurare pace, stabilità, sicurezza, crescita economica, prospettive per i giovani”, afferma il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla cerimonia al Bois du Cazier.

Le parole di Mattarella…

“Viviamo mesi difficili, segnati dall’impatto di molteplici crisi di diversa natura: dall’esecrabile aggressione russa all’ Ucraina ai tanti conflitti irrisolti in altri quadranti geografici, dal cambiamento climatico all’insicurezza alimentare. Tutto ciò accresce la precarietà economica e il rischio di sfruttamento di esseri umani. È quindi più che mai necessario mantenere salda la tutela dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, ovunque essi si trovino, quale che sia la loro nazionalità, per prevenire e sanare inaccettabili forme di marginalizzazione”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

…e di Meloni

“La catastrofe della miniera del Bois du Cazier di Marcinelle dell’8 agosto 1956 ha segnato per sempre la storia nazionale ed europea. L’Italia ha pagato il prezzo più alto di quella tragedia. Dei 262 minatori vittime del disastro, infatti, 136 erano nostri connazionali. Avevano deciso, con sofferenza e dolore, di abbandonare la Patria per emigrare in Belgio. Lavorarono duro, con umiltà e dedizione, senza garanzie, in condizioni terribili e ora inimmaginabili. Persero la vita nel buio della miniera, ma la loro luce non si è spenta e risplende nel ricordo e nella riconoscenza tributati loro dalla comunità nazionale”, è quanto afferma in una nota la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Figli d’Italia ai quali la Repubblica rende omaggio oggi, celebrando la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Ricorrenza istituita nel 2001 […] per ricordare e onorare i lavoratori italiani caduti in ogni continente e il contributo economico, sociale e culturale delle loro opere al progresso delle Nazioni che li hanno accolti”.