Chi è Pamela Malvina Noutcho, la nuova campionessa italiana di boxe nei pesi leggeri

“A quanti mi chiedono se mi sento italiana rispondo: sì, sono una donna, sono nera, sono Pamela e mi sento italiana. Spero che un giorno ci possa essere un pezzo di carta che lo confermi“. Queste le parole che Pamela Malvina Noutcho, 31 anni, nata in Camerun, ha pronunciato in un’intervista del 2022, un anno prima di diventare la campionessa italiana di boxe nei pesi leggeri.

“Ho iniziato a sentire il peso di non avere la cittadinanza quando mi interfacciavo con la burocrazia italiana. Quando ho vinto i campionati mi è stata negata la possibilità di partecipare alle nazionali. È stata dura da per me”. Sostiene che “lo Ius scholae è un buon punto di partenza per arrivare allo Ius soli un domani“.

Ius scholae, ius soli, ius sanguinis: differenze

Quando parla di Ius scholae la ragazza si riferisce alla possibilità di diventare cittadini italiani dopo aver frequentato almeno 5 anni di scuola in Italia, mentre con Ius soli si intende l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.

Ebbene, nonostante in parlamento si discuta spesso di una riforma in tal senso, una legge vera e propria non è stata ancora approvata e attualmente il principio in vigore in Italia è quello dello Ius sanguinis.

Secondo questa forma di attribuzione della cittadinanza, non in base al territorio, ma per discendenza, è italiano chi nasce da almeno un genitore in possesso della cittadinanza e per ciò ne “eredita il sangue”. Dunque chi ha una mamma o un papà italiano, diventa italiano nel momento in cui viene al mondo. Il problema è che si consente ai figli di immigrati che sono nati qui – o comunque sono arrivati da piccoli – di poter far richiesta per diventare cittadini italiani solo dopo aver compiuto 18 anni.

Il percorso di Pamela nella boxe

Gran parte di questi ragazzi si sente italiana, come Pamela, che è arrivata in Italia a 8 anni, ma deve aspettare la maggiore età e un lungo iter per poter ufficializzare di appartenere a tutti gli effetti al nostro paese.

Ma quel giorno tanto atteso da Pamela è finalmente arrivato: è ufficialmente diventata cittadina italiana. Ad Agosto dell’anno scorso infatti, dopo un lunghissimo iter burocratico, è arrivata la cittadinanza, con il giuramento davanti al sindaco Lepore, che le ha permesso di partecipare alla competizione nazionale.

La sua passione per la boxe nacque durante un tirocinio in un centro di accoglienza per senza fissa dimora, all’interno del quale c’era una piccola palestra. La ragazza infatti, dopo aver vissuto l’infanzia e l’adolescenza a Perugia, si è laureata a Bologna alla triennale e alla magistrale in Scienze Infermieristiche. Ora lavora come infermiera al Maggiore di Bologna e si allena alla Bolognina boxe, una delle istituzioni sportive della città.

Dall’8 Settembre di quest’anno è la nuova campionessa italiana di boxe nei pesi leggeri, dopo aver battuto a Casoria Nadia Flhali con il verdetto unanime dei giudici (97-93;98-92;98-92).

Per Pamela due sogni coronati in un anno solo.