Marocco, perché dopo il terremoto accetta aiuti da solo quattro paesi?

Spagna, Regno Unito, Qatar ed Emirati Arabi Uniti: questi gli unici quattro paesi da cui il Marocco accetterà aiuti internazionali dopo il grave sisma che ha colpito la nazione magrebina nella notte tra l’8 e il 9 settembre. Le autorità marocchine hanno infatti preso questa decisione nonostante molti altri paesi, compresi l’Italia e il resto dell’Unione Europea, già nelle prime ore avevano messo a disposizione uomini, mezzi e competenze.

Soprattutto la Francia, legata da uno stretto rapporto diplomatico, storico e di collaborazione con il Marocco aveva espresso la piena disponibilità sin da subito. Il presidente Emmanuel Macron aveva infatti pubblicato il 9 Settembre un post su Twitter con cui affermava che “la Francia è disposta a offrire il suo aiuto al Marocco se il Marocco decide che è utile”. Nel frattempo il presidente ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro in aiuti che andranno alle organizzazioni non governative già attive nelle zone disastrate.

La spiegazione ufficiale viene data dal Ministero degli Interni che, in un recente comunicato, ha chiarito di aver accettato l’aiuto offerto solo da quattro paesi “in questa fase specifica”, giustificando la sua decisione con la “valutazione precisa” dei bisogni e “tenendo conto che la mancanza di coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente“.

Jens Laerke, vice portavoce dell’OCHA, ha dichiarato ad Al Jazeera che “le Nazioni Unite hanno inviato un team di esperti di emergenza per offrire il nostro sostegno nella valutazione, nel coordinamento e nella risposta allo sforzo guidato dal governo”.

“Questa squadra delle Nazioni Unite è stata inviata su richiesta del coordinatore residente delle Nazioni Unite in Marocco”, ha continuato Laerke, osservando che “INSARAG è disponibile come rete per la risposta delle squadre di ricerca e soccorso urbano (USAR), ma non ha ricevuto alcuna richiesta dal governo“.

“Spetta alle autorità marocchine determinare quale sostegno ritengono necessario. Continuiamo ad essere in stretta comunicazione con le autorità su questi temi”, ha detto Laerke. “In un disastro di questa portata, l‘ONU è pronta a sostenere il popolo e il governo del Marocco“.

Eppure accettare aiuti internazionali è di fondamentale importanza, soprattutto se per la complessa struttura del territorio marocchino

La macchina degli aiuti infatti, già esile di per sé, si sforza di avanzare lungo strade di montagna spesso bloccate da enormi massi che ostruiscono il passaggio o da porzioni di muri crollati sull’asfalto. Il paesaggio ricorda una scena lunare, e in molte località, soprattutto quelle più elevate, persiste ancora l’isolamento. La necessità di provvedere a tutte le esigenze è pressante, dall’approvvigionamento d’acqua al cibo, dai vestiti alle coperte.

Non a caso Abdelhakim Moustaid, direttore sanitario regionale di Ouirgane, a sud di Marrakesh, ha detto che gli sforzi di salvataggio sono una “operazione complessa“.

E, quando manca il sostegno del governo, intervengono i privati, cercando di colmare le mancanze con proprie iniziative.