Cos’è il Fentanyl, la nuova droga mortale sotto forma di medicinale

Il Fentanyl e altri oppioidi stanno alimentando la peggiore crisi di droga nella storia degli Stati Uniti, con un tasso di decessi per overdose che è stato più di 18 volte superiore nel 2020 rispetto al 2013. Nel 2016, solo negli Usa, le vittime erano circa 20 mila , secondo i dati del Cdc, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie americano. Fra le vittime illustri anche alcune star della musica, come Prince e Tom Petty.

Non a caso nel 2018 il presidente Trump l’ha dichiarato “emergenza nazionale”. Da allora poliziotti, pompieri e paramedici girano con il naloxone, farmaco di primo intervento.

Il paradosso del Fentanyl, 100 volte più forte della morfina e 50 volte più dell’eroina, è che non viene dal mondo dello spaccio, ma dalla farmaceutica.

È usato infatti dagli anni ‘60 come anestetico e antidolorifico. Dalle corsie, complici le prescrizioni facili (11 milioni di persone negli Usa lo prendono indebitamente e il 5% dei bambini nasce in astinenza), è debordato nelle strade.

Ieri un tribunale dell’Oklahoma ha condannato l’azienda farmaceutica Johnson & Johnson a 572 milioni di dollari per aver sottovalutato i rischi e spinto i medici alle prescrizioni di questa potente droga senza badare alle pericolose conseguenze e rischi annessi.

È dunque nel commercio consentito che si annida il problema. L’Ue ha anch’essa autorizzato la sostanza nel 2008, a fini terapeutici di tumori e per anestesie generali che richiedono intubazione. Trattandosi di un prodotto legale perché autorizzato alla produzione e al commercio, il traffico a fini illegali si sviluppa lungo la filiera che dalle case farmaceutiche conducono alle strutture medico-sanitarie.

Fentanyl, il problema esiste anche in Europa

Il Fentanyl è di fatto una droga e “tra il 2009 e il 2022, sono stati individuati in totale 74 nuovi oppioidi sul mercato europeo della droga”, ammette l’osservatorio europeo. Tra questi proprio quello in questione, potente, potentissimo. Bastano minime dosi per un’overdose (2 mg) secondo i dati della DEA, mentre per l’eroina alcuni report stimano che la dose letale si aggiri intorno ai 200 mg.

La prima ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità, Simona Pichini, esperta di nuove droghe, conferma: “la dose letale è di pochi microgrammi: un granello. Basta toccarlo o inalarlo per caso“. Per questo il fatto che venga miscelato con eroina o cocaina quando viene venduto per strada aumenta notevolmente il pericolo potenziale.

“Dobbiamo assicurarci che il presente dell’America non diventi il futuro dell’Europa”, ha affermato Ylva Johansson, commissaria europea per gli Affari interni, in occasione della presentazione del Report dell’Emcdda (un aggiornamento annuale sulla situazione delle droghe in Europa). Parole che confermano come il Fentanyl ormai sia considerato effettivamente il problema che inizia ad essere. L’obiettivo è evitare che diventi crisi, ma il controllo dei porti non basta.

L’attenzione è volta soprattutto all’Italia che, insieme a Spagna e Regno Unito, è il paese con il maggior numero di persone nell’Unione europea che chiede aiuto per disintossicarsi dalla cocaina.

 Luca Morini, tossicologo dell’università di Pavia, spiega “sospettiamo che venga spacciato al posto dell’eroina o venga usato per tagliarla. Ha un prezzo concorrenziale“. E spiega Marica Orioli, che dirige il laboratorio di tossicologia forense al Dipartimento di scienze biomediche dell’università di Milano: “chi lo ha usato racconta che “sale rapido” ed è piacevole. Ma fra i campioni del boschetto di Rogoredo non siamo mai riusciti a identificarlo”.