Donazioni del sangue, l’effetto Fedez: a Milano tutti in coda per donare il sangue

Quanto siamo influenzati da ciò che leggiamo sui social media?

Per quanto possiamo fare finta di non esserlo, la domanda non lascia spazio ad alcun tipo di dubbio: tanto, a volte anche troppo.

Come ci ha insegnato “l’effetto Taylor Swift” il copione è sempre lo stesso: un personaggio con un seguito elevato pubblica un contenuto sul proprio profilo social, non importa se si tratta di una stories su Instagram, un post su Facebook o  un video su Tiktok, e i migliaia o talvolta milioni di followers, senza volerlo, ne sono inevitabilmente influenzati.

Gli influencers sono infatti in grado di muovere le masse indirizzandole verso i più svariati settori. Possono infatti determinare l’aumento delle vendite di un prodotto solo indossandolo e pubblicando una foto con lo stesso ma, talvolta, possono anche sostenere interessi meno consumistici e volti al bene comune, come accaduto in questi giorni con Fedez.

ll rapper si trovava infatti nell’ospedale Fatebenefratelli di Milano dove era ricoverato a causa di un’ulcera, quando decise di repostare sul suo profilo Instagram il video di Giulia, donatrice dell’Avis di Milano che ha mostrato “un sacco di poltrone vuote che possono essere occupate” da nuovi donatori: “Fede, aiutaci a diffondere e a essere con noi, perché questa è una cosa davvero importante. Facciamola insieme!”.

Da qui è partito il messaggio di sensibilizzazione dell’artista: “Mi è stato lanciato un bellissimo appello al quale rispondo in maniera positiva“, ha detto.

Poi, le parole che hanno innescato l’impennata del numero di donatori: “Volevo ringraziare tutta la struttura del Fatebenefratelli, il professor Zappa e soprattutto tutti i donatori di sangue. Cercherò in qualche modo di far accendere un riflettore su questo tema, perché senza i donatori io oggi non sarei qui”.

“L’effetto Fedez” è iniziato, nessuno si sarebbe aspettato i numeri generati

Un centinaio di persone, del tutto inaspettatamente, si è presentato ieri a Milano fuori dalla sede dell’Avis.

“Praticamente – spiega Oscar Bianchi, il presidente lombardo di Avis – dieci volte tanto una normale domenica“.

“Non ho numeri precisi – ha proseguito il presidente-ma posso dire che ci sono stati aumenti nei numeri in tutta la Lombardia e anche in altre parti d’Italia”.

È stata infatti registrata un’impennata del numero di donatori di sangue prima a Milano, poi in tutta la Lombardia e in seguito in altre regioni italiane, dimostrando come il fenomeno non sia stato circoscritto solo alla regione d’origine di Fedez.

E, secondo Bianchi, a dimostrare che sia stato l’appello di Fedez a spingere lì così tanti sarebbe “l’età media delle persone giunte a donare” visto che “rientriamo tra i 18 e i 35 anni”.

Più caute la reazione di Sergio Casartelli, direttore generale di Avis Milano, che commenta: “Sapremo nel tempo se da questo bacino di contatti, nati sull’onda dell’emozione, arriveranno donazioni periodiche di cui abbiamo estremamente bisogno“.

Venuto a conoscenza del fenomeno, Fedez, sempre su Instagram, colto di sorpresa, ha ringraziato: “Sono molto felice, si è generato un effetto a catena che non mi aspettavo, grazie a tutti”.

Non solo, dunque, prodotti e sponsor: attraverso i social media si può influenzare un intero pubblico su temi importanti come la salute e la prevenzione.