Dopo la missione Chandrayaan-3, l’India rivela il piano per (ri)portare l’uomo sulla Luna

L’India è sulla Luna“: la frase, pronunciata dal premier Narendra Modi, conferma il successo della missione  Chandrayaan-3 e rende il paese la quarta potenza al mondo ( dopo Unione Sovietica, Usa e Cina) ad aver effettuato un allunaggio.

Dopo un primo tentativo non andato in porto, la missione russa Luna-25 terminò infatti con uno schianto, la sonda ha toccato il suolo in seguito a una discesa automatizzata durata circa 20 minuti.

Il centro di controllo in India ha potuto seguire a distanza la missione grazie alle immagine trasmesse dagli strumenti ottici di bordo e, una volta che la sonda ha toccato la superficie lunare, la sala è scoppiata in un fragoroso applauso.

Il successo è stato riconosciuto anche da Roscosmos, l’agenzia spaziale russa che ha cercato di riportare l’attenzione sull’importanza universale dell’esplorazione lunare, e anche dagli Stati Uniti sono arrivati i dovuti complimenti.

Bill Nelson, amministratore della Nasa, ha infatti pubblicato su X un post di congratulazioni “per il successo dell’allunaggio di Chandrayaan-3 al Polo Sud”. Continua poi così: “Infinite congratulazioni all’India per essere il quarto Paese ad aver effettuato con successo un allunaggio controllato con un veicolo spaziale sulla Luna. Siamo lieti di essere il vostro partner in questa missione”.

L’Organizzazione indiana per la ricerca spaziale (Isro) afferma che l‘India è il primo paese ad essere atterrato al polo sud lunare, una zona che si crede essere ricchissima di ghiaccio d’acqua.

Ma il paese non sembra intenzionato a fermarsi.

I prossimi obiettivi e le prospettive future

Il primo ministro Narendra Modi ha infatti ordinato che “l’India miri ora a nuovi e ambiziosi obiettivi“, secondo quanto diffuso attraverso una dichiarazione ufficiale.

Ora il governo indiano ha annunciato la prossima missione: lanciare 15 astronauti sulla Luna.

Per farlo necessiterà di una stazione spaziale che si stima sarà costruita entro il 2030.  L’obiettivo è permettere a 15 astronauti per un massimo di 20 giorni alla volta, ha detto K. Sivan, ex presidente Isro, di stazionare sulla Luna.

Prima di ciò però l’India mira a portare a termine il programma di volo spaziale umano Gaganyaan, ritardato, consistente nel far volare tre astronauti nell’orbita terrestre bassa nel 2025.

Per raggiungere tale obiettivo l’Indian Space Research Organisation  si sottoporrà a tre missioni senza equipaggio per testare il veicolo di lancio da oggi fino alla fine del prossimo anno.

Gli sforzi futuri dell’India nell’esplorazione lunare mirano anche al completamento di nuove missione robotiche Chandrayaan, l’installazione di una rampa di lancio aggiuntiva e lo sviluppo di un veicolo di lancio pesante.

Il primo ministro indiano ha altresì incoraggiato gli scienziati indiani a concentrare l’attenzione in missioni interplanetarie, come la Venus Orbiter e un lander su Marte, anche se, essendo tali pianeti molto distanti e poco conosciuti, le prospettive sono ancora in fase iniziale.