Halloween e quella strana psicosi legata alle caramelle avvelenate | Tutta colpa dei mass media

Il mito delle caramelle avvelenate circola da quando la loro produzione divenne industriale e sembra che sia un ricorso di ogni tempo.

Già a nell’800 infatti, quando venne inventata la “pressa per caramelle” che rese possibile la produzione di più caramelle contemporaneamente, si credeva che circolassero caramelle adulterate per abbassare i costi di produzione.

Non era raro leggere sui giornali che i produttori lavorassero i dolciumi con prodotti tossici come l’ossido di cromo, l’acetato rameico e l’ossido di piombo al fine di conferirgli quei colori brillanti che hanno reso le caramelle così popolari.

Il recente libro pubblicato dalla professoressa Samira Kawash, “Candy: A Century of Panic and Pleasure (Straus and Giroux, 2013)”, è nato proprio per ripercorrere tutte le leggende che si sono nel tempo avvicendate attorno a questi deliziosi confetti e per smentirle una ad una.

Samira infatti spiega che “Tra l’800 e il ‘900 non risultano casi di avvelenamento riconducibili a caramelle avariate normalmente in commercio. Diverse analisi conclusero che persino le caramelle di ultima scelta disponibili sul mercato erano sicure. A parte tracce di rame presumibilmente derivate da bollitori non rivestiti, non c’era nessuna delle terribili sostanze descritte nelle voci e dai giornali”.

Intorno agli anni ’50, quando inizia a diffondersi la festa di Halloween con il suo noto “dolcetto o scherzetto”, ricompare la leggenda delle caramelle non solo avvelenate, ma addirittura con all’interno lamette e taglierini.

Fu subito il panico tra i genitori, soprattutto dopo che il 28 Ottobre del 1970 venne diffuso sul New York Times il timore che dolcetto o scherzetto poteva essere un valido mezzo attraverso cui gli estranei avvelenavano i bambini.

L’editoriale faceva riferimento a più casi non specificati e quella che fu solo una supposizione fu scambiata dai lettori come una notizia reale, scatenando reazione ben prevedibili.

Dopo solo cinque giorni fu pubblicato un altro articolo: Kevin Toston, 5 anni, muore durante la festa di Halloween a Detroit. La causa? Overdose per eroina.

Il 31 ottobre 1974 fu la volta di Timothy O’Bryan un bambino di 8 anni che morì a Houston dopo che il padre gli aveva messo del cianuro in un bastoncino da folletto.

La verità era però ben più macabra della storia delle caramelle.

Nel primo caso il bambino aveva in realtà trovato l’eroina a casa dello zio e la famiglia, per depistare le indagini, sparse la droga sopra le caramelle. Nel secondo, invece, Timothy fu ucciso dal padre affinché quest’ultimo, sommerso dai debiti, potesse incassare l’assicurazione sulla vita dei figli che aveva stipulato poco prima.

Non c’erano prove ma la rivista Newsweek, cavalcando l’onda, affermò in un articolo del 1975 che “Negli ultimi anni sono morti diversi bambini e centinaia sono sfuggiti per un pelo alle ferite causate da lamette da barba, aghi da cucito e schegge di vetro messe nelle loro prelibatezze dagli adulti“.

Caramelle avvelenate ad Halloween? Le conseguenze e le misure adottate

La pressione di adottare misure urgenti si fece subito sentire, tanto che negli anni ’80 alcune comunità vietarono la pratica di bussare ai vicini per chiedere “dolcetto o scherzetto”, mentre alcuni ospedali di grandi città offrivano la possibilità di sottoporre a un controllo ai raggi X le caramelle. 

Le associazioni di genitori e insegnanti chiedevano di sostituire Halloween con feste locali e tradizionali, mentre a Long Island un gruppo della comunità diede premi ai bambini che rimasero a casa per Halloween 1982.

Nello stesso anno il governatore del New Jersey varò un disegno di legge per cui vi sarebbe stata una pena detentiva per chiunque manomettesse le caramelle.

Di fatto possiamo dire che si andò a creare una vera e propria catena di notizie false o comunque molto distorsive della realtà che andò a creare una spirale di panico non giustificato.

I sociologi Joel Best e Gerald T. Horiuchi hanno studiato la vicenda partendo dalle notizie di cronaca diffuse dai giornali tra il 1958 e 1984.

“Alla stampa piaceva accennare ogni anno all’esistenza del sadismo di Halloween ma sui singoli casi non erano molte le notizie pubblicate. Non abbiamo trovato neanche un caso documentato di un bambino ucciso, o anche solo gravemente ferito, a causa di un dolcetto o scherzetto finito male. Per lo più erano storie di tragedie sventate, cioè di dolci contaminati scoperti prima di essere mangiati. In queste situazioni però i principali sospetti sono i bambini stessi o la loro famiglia. È anche possibile che fatti avvenuti poco prima o poco dopo il 31 ottobre venissero forzatamente ricondotti alla Notte delle streghe”.

Una psicosi dunque creata artificialmente dai mass media.