Martin Scorsese rivela cosa pensa del ritiro di Quentin Tarantino | E svela la differenza tra i due

Si sa, Martin Scorsese non ha peli sulla lingua e per questo, in una delle sue ultimissime interviste all’Associated Press, non ha esitato a rivelare cosa pensa del suo collega Quentin Tarantino.

Nato nel 1942 il primo, classe ’63 il secondo, i due sono noti per essere tra i più grandi registi della nostra epoca e possiamo affermare che attraverso le loro idiosincrasie stilistiche, hanno veramente rivoluzionato il modo di fare cinema entrando così nella storia.

Ma perché Martin Scorsese si è trovato a parlare di Quentin Tarantino?

Il motivo è da ricercarsi nell’ultima notizia diffusa dai media di tutti il mondo: Quentin lascia il cinema, o meglio la lascerà prossimamente.

Il regista ha deciso di congedarsi dalla settima arte lasciandoci un ultimo tributo: The Movie Critic, il suo decimo film come regista.

Le differenze tra i due: “Lui è uno scrittore, a me vengono solo in mente delle storie”

Interrogato a riguardo, Scorsese ha detto di non essere ancora pronto ad appendere le scarpe al chiodo: “Se riuscissi a raccogliere le energie per fare ancora uno o due film, sarebbe perfetto; finché ce la fai, continui. Io dalla mia parte ho ancora la curiosità per le cose, se una cosa mi incuriosisce, allora tengo duro e cerco di farne un film, ma alla base per me ci dev’essere la curiosità. A un certo punto della vita, quello che vuoi dire con un film te lo devi tirare fuori dalle viscere, ti devi scavare il cranio e tirare fuori da lì la tua idea. Fino a quando “io” sarò in grado di fare una cosa del genere? Chi lo sa, tra poco compio 81 anni… ci proverò finché qualcuno non dovrà venirmi a raccogliere da terra col cucchiaino“.

Continua l’intervista precisando che, tra le tante caratteristiche che lo differenziano da Tarantino, c’è n’è una in particolare: “Lui è uno scrittore: è una cosa diversa. A me semplicemente vengono in mente delle storie. Vengo attratto dalle storie attraverso altre persone. Tutti mezzi diversi, modi diversi. Quindi penso che sia un processo diverso rispetto a quello degli scrittori e vorrei poterlo fare. Vorrei avere l’abilità di poter stare in una stanza e creare questi romanzi, non film, romanzi.”

Ciò è dimostrato anche dal fatto che mentre Tarantino ha personalmente redatto tutte le sceneggiature dei suoi film, Scorsese ha collaborato solo in alcune di esse, coinvolgendo sempre altri scrittori, ad eccezione del suo debutto cinematografico,  il lungometraggio “Chi sta bussando alla mia porta”.

Dal suo lato, parlando del suo “film d’addio”, che racconta della vera storia di un critico cinematografico nell’America anni ’70, Tarantino ha curiosamente ravvisato somiglianze con un classico scorsesiano, Taxi Driver: “Il critico del mio film è incredibilmente cinico; le sue recensioni stanno a metà tra l’Howard Stern vecchia maniera e un Travis Bickle versione critico cinematografico: se penso ai diari di Travis in Taxi Driver, mi sembra un paragone azzeccato”.