Imbattersi in un autovelox per strada incute sempre molta paura agli occhi dei conducenti, per questo negli anni si sono spesso verificati atti di vandalismo nei confronti di questi dispositivi. Inizialmente, questi erano però dei casi sporadici, ora invece la questione si è evoluta in un vero e proprio abbattimento seriale: quasi ogni giorno ne viene abbattuto uno.
Sui social viene acclamato “Fleximan”, il misterioso abbattitore di un numero elevatissimo di autovelox, posizionati su alcune strade comunali e statali del Nord Italia. Per il momento “non ci sono segnalazioni recenti nella rete autostradale“, affermano dal Polstrada al Corriere della Sera.
Solo negli ultimi mesi sono stati segati nove rilevatori di velocità in Veneto, uno in Lombardia e uno in Piemonte e, fra questi, a colpire maggiormente l’attenzione mediatica fu quello del Passo Giau, uno dei più redditizi e al tempo stesso odiati. L’ultima bravata di “Fleximan” risale, invece, a sabato scorso, quando sulla Statale Asolana, nel Cremonese ha segato il dispositivo, che era stato piazzato soltanto poche ore prima e che avrebbe dovuto entrare in funzione nell’arco della settimana appena trascorsa. La tecnica di abbattimento, come si può intuire, prevede il flex, usato per segare alla base il palo dell’autovelox, per poi infine abbatterlo.
Nelle regioni del Piemonte e del Veneto sono già state intraprese le ricerche per risalire al colpevole. Tuttavia, basandosi sui video delle telecamere di sorveglianza, non è ancora certo se dietro alla strage degli autovelox c’è un unico autore o un’organizzazione (in uno dei video, come quello proposto a corredo di questo post, appaiono due persone all’opera per abbattere un autovelox).
“Il clima è davvero pericoloso e c’è una pesante escalation” aggiunge Luigi Altamura, comandante della Municipale di Verona, facendo riferimento al fatto che nel Bel Paese la terza causa di incidenti stradali è proprio la velocità elevata.
Chi ritiene che gli autovelox siano sfruttati dai Comuni solo per guadagnare soldi facili osanna “Fleximan”, definendolo addirittura un eroe. Ciononostante, il rischio di sanzioni salatissime per l’autore del raid è alto. In tal senso, Francesco Centonze, professore di diritto penale all’Università Cattolica spiega: “Sostengono l’applicabilità dell’articolo 15 del codice della strada, ma ci sono robusti argomenti per ritenere queste condotte punibili almeno con il reato di danneggiamento che prevede sino a tre anni di carcere e non mi sorprenderebbe se le procure si orientassero in questa direzione. Inoltre, il condannato dovrà risarcire il danno causato“. Insomma, “Fleximan” rischia di pagare considerevolmente per i danni procurati, nel momento in cui avrà a che fare con la legge.
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