Democratici e Repubblicani in vista delle elezioni presidenziali scelgono ogni 4 anni i loro rispettivi delegati da inviare al Congresso nazionale del partito, dove poi verrà indicato il candidato presidente. Per tradizione, i caucus in Iowa rappresentano da anni la prima fase delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, che quest’anno si svolgeranno il 5 novembre.
Per un candidato in particolare la corsa per la Casa Bianca parte in pole position. Si tratta del repubblicano Donald Trump, che si è premurato di ringraziare, non solo gli abitanti dell’Iowa per avergli consegnato una vittoria decisiva, ma anche il suo team e i suoi sostenitori per essere andati a votare, nonostante le improvvise temperature gelide.
Questa è la seconda volta che Trump vince i caucus dell’Iowa, la prima risale al 2020, mentre nel 2016 perse contro il senatore Ted Cruz del Texas. “È stata un’esperienza incredibile”, ha detto Trump lunedì notte, per poi rivolgendosi ai suoi sostenitori, accusando il presidente in carica Biden di aver aggravato i problemi con il confine meridionale del paese e di aver incrementato le guerre all’estero e il tasso di criminalità. “È il peggior presidente che abbiamo avuto nella storia del nostro Paese”, continua, aggiungendo: “Sta distruggendo il nostro Paese”.
I termini “caucus” e “primarie” vengono spesso scambiati per sinonimi, ma la realtà è un’altra: le primarie infatti sono il metodo scelto da circa 40 Stati su 50 e funzionano come un’elezione comune, dove gli elettori si recano in un seggio, ricevono una scheda sulla quale scelgono il loro candidato e poi la depositano nell’urna.
I caucus – parola di etimologia nativa americana, originata dalle riunioni dei capi tribù di Algonquin – vengono scelti, invece, solo da alcuni Stati: oltre all’Iowa, quest’anno i due partiti li useranno anche in Idaho e in Wyoming. Se da una parte, il partito Repubblicano organizzerà i caucus pure in Nevada, Missouri, North Dakota, Alaska, Utah e Hawaii, dall’altra i Democratici organizzeranno in questi Stati solo le primarie.
A differenza di queste ultime, i caucus non seguono uno schema fisso: i partiti stessi si occupano dell’organizzazione, la quale varia da Stato a Stato. In generale, si tratta di assemblee dove gli iscritti al partito si ritrovano per discutere in luoghi pubblici, come palestre, bar o locali, su alcune tematiche e dove gli elettori tengono dei veri e propri dibattiti per indurre gli altri a votare il proprio candidato. Alla fine del comizio, gli elettori scrivono su un foglio il nome del candidato scelto.
Come già anticipato, con i caucus dell’Iowa si apre ufficialmente la grande corsa per la Casa Bianca. Quest’anno però i Democratici hanno deciso che, dopo i comizi, il voto sarà espresso per posta. È per questa ragione che si è già a conoscenza del vincitore dei Repubblicani, mentre si saprà solo a marzo chi avrà primeggiato tra i Democratici, anche se si prevede vincerà Biden, non avendo molti avversari.
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