Chi sono Antonino e Vincenzo Luppino, sodali di Matteo Messina Denaro arrestati nel febbraio 2024?

Nuovo colpo da parte dei carabinieri del Ros: sono stati arrestati oggi Antonino e Vincenzo Luppino, i figli dell’imprenditore di Campobello di Mazara, Giovanni Luppino, l’uomo che lavorava come autista per l’ex latitante Matteo Messina Denaro e che con lui è stato ammanettato il 16 gennaio 2023.

I fratelli fiancheggiatori Luppino ora sono in cella, indagati per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati. L’inchiesta è stata portata avanti dal procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm, Gianluca De Leo e Piero Padova.

Messina Denaro versava periodicamente all’imprenditore Giovanni Luppino e ai suoi figli Vincenzo e Antonino ingenti somme di denaro, secondo quanto emerge dall’inchiesta dei carabinieri del Ros. I Luppino nel loro paese, Campobello di Mazara, hanno il soprannome di Mustusi, siccome il nonno produceva vino e mosto. Il capomafia, di conseguenza, negli appunti in cui annotava le spese, scriveva Mustang, nome in codice, secondo gli inquirenti, usato proprio per indicare suddetta famiglia.

In che modo i Luppino hanno aiutato Messina Denaro?

I Luppino, secondo l’accusa, avrebbero prestato un prezioso servizio al padrino. Dal 2018 al 2022, hanno sempre abitato a pochi metri dall’ultimo covo di Messina Denaro a Campobello di Mazara, custodendo col padre Giovanni informazioni fondamentali per prolungare la latitanza. Ad Antonino Luppino era stato comunicato il numero di uno dei cellulari del boss, Vincenzo Luppino, invece, sarebbe andato alla clinica “La Maddalena”, dove il ricercato veniva sottoposto a cure per un cancro, per provvedere ai suoi bisogni.

Ma non è finita qui. Antonino Luppino, insieme al padre, avrebbe scortato Messina Denaro, dopo le dimissioni dalla casa di cura, l’11 maggio, fino a Campobello e insieme al fratello si sarebbe occupato delle riparazioni della auto, una Alfa Romeo “Giulietta”, che il capomafia si serviva per i suoi sposamenti. I tre Luppino, poi, avrebbero monitorato i lavori di ristrutturazione del covo del latitante e il trasferimento dei mobili del boss verso l’ultimo nascondiglio. A Vincenzo è stata assegnata la vecchia cucina, che non è stata portata via per volontà di Denaro. Infine, Vincenzo avrebbe messo a disposizione il proprio furgone, affinché scortasse il latitante, mentre attraversava in auto Castelvetrano per passare davanti alle abitazioni dei suoi familiari.

Gli ultimi momenti prima dell’arresto del boss latitante

Il 29 dicembre 2022, pochi giorni prima del suo arresto, Matteo Messina Denaro passava in auto sotto casa della ex compagna, madre di sua figlia, e delle sorelle Bice e Giovanna, a Castelvetrano. Lo seguiva e gli faceva da scorta il furgone di Vincenzo Luppino, mentre alla guida c’era il padre Giovanni. Il boss ricercato transitava sotto casa dei suoi per rivedere i luoghi a lui cari e nella speranza, sospettano gli investigatori, di riuscire a intravedere i suoi familiari, pur da lontano.

Le telecamere del paese hanno inquadrato il furgone, che seguiva la Giulietta, mentre passava alle 17,12 sotto casa di Franca Alagna, l’ex compagna, alle 17.15 sotto casa della sorella Giovanna e alle 17.17 sotto quella dell’altra sorella Bice. La scorta, riporta il Gip, garantiva una specie di staffetta al latitante, “che doveva transitare su luoghi notoriamente oggetto di eccezionali controlli delle forze dell’ordine”.