Tomb Raider 1-3 Remastered è ora disponibile, ma è polemica: cosa c’entra il politically correct?

L’archeologa Lara Croft ha divertiti i ragazzini degli anni Novanta, attraverso tre avventure epiche.  Lara Croft è la versione femminile di Indiana Jones nei videogiochi e forse addirittura uno dei personaggi più popolari mai visti nel genere dell’avventura. Nonostante siano trascorsi oltre cinque anni dal suo ultimo grande viaggio (“Shadow of the Tomb Raider”, 2018), è sempre una buona occasione per prendersi una pausa di riflessione, tornando indietro con la mente al passato e ricordando i momenti migliori dell’iconica saga.

“Tomb Raider 1-3 Remastered” è stato lanciato su PC, PlayStation 4, PS5, Switch, Xbox One e Xbox Series X/S oggi, 14 febbraio 2024, durante il giorno del compleanno di Lara Croft. Si tratta di una raccolta, composta da i primi tre capitoli del franchise nato nel 1996, lo stesso anno in cui arrivò il primo capitolo dapprima su Sega Saturn e PSX, e, in seguito, anche su Windows, MAC e N-Gage.

Cosa ha stupito di più del nuovo videogioco?

Le nuove aggiunte a Tomb Raider 1-3 Remastered includono una modalità foto, la possibilità di attivare controlli più moderni, oggetti 3D per sostituire sprite 2D piatti, illuminazione migliorata, animazioni e altri elementi visivi. Tuttavia, ciò che ha colto maggiormente l’attenzione è ben altro.

La dichiarazione di apertura dei giochi, riportata per la prima volta da IGN, infatti, riporta testualmente: “I giochi di questa raccolta contengono rappresentazioni offensive di persone e culture radicate in pregiudizi razziali ed etnici. Questi stereotipi sono profondamente dannosi, imperdonabili e non sono in linea con i nostri valori in Crystal Dynamics. Piuttosto che rimuovere questo contenuto, abbiamo scelto di presentarlo qui nella sua forma originale, inalterato, nella speranza che possiamo riconoscerne l’impatto dannoso e imparare da esso.”

Affermazioni intrise di politically correct come questa sono ancora inconsuete nell’ambito dei videogames, sebbene siano state usate dai servizi di streaming online, per scovare elementi di vecchie serie TV e film ora ampiamente giudicati offensivi.

Come si può notare, il nuovo videogioco inizia con una premessa: un messaggio che avvisa che la trilogia in merito al suo contenuto contiene “rappresentazioni offensive di persone e culture radicate in pregiudizi razziali ed etnici”.

Suddetto avviso afferma, inoltre, che queste raffigurazioni, pur essendo “imperdonabili”, sono state lasciate intatte, in modo tale da riconoscere la loro inclusione “profondamente dannosa” e imparare da essa.

Non sono stati menzionati ulteriori particolari all’interno della dichiarazione, riguardo a quali elementi specifici dei giochi siano stati presi in considerazione. Ciononostante, a detta dei fan dei giochi di Eurogamer, un esempio lampante può essere ritrovato in “Tomb Raider III”, dove gli stereotipati isolani del Sud Pacifico minacciano Lara Croft con archi e frecce.