Chi è Antonio Ponti, dj ed erede dell’impero dell’aceto, condannato per spaccio di droga?

Antonio Ponti, classe 1972, è l’erede della famiglia italiana che produce aceto dal 1787, nonché una delle più illustri del cibo made in Italy sia a livello nazionale sia a livello globale. Infatti, seppur in modo più originale, anche lui ha deciso di investire le sue energie in questo settore, aprendo Killer Kiccen, un locale alternativo underground, in zona San Cristoforo sui Navigli di Milano.

Di cosa è stato ritenuto colpevole?

Avendo scoperto la sua vera identità di clubber e dj a Londra, Antonio Ponti non ha mai lavorato né ha mai avuto alcuna mansione nella storica azienda di famiglia, da sempre situata a Ghemme, nei pressi di Novara. Il 23 aprile scorso è stato fermato per un controllo da una pattuglia di polizia del commissariato Lambrate, alle cinque del pomeriggio, alla guida della sua Dodge Challenger blu scuro, con vetri oscurati e targa lituana, in via Leoncavallo, verso la periferia nord della città. Con lui c’erano anche altre tre persone con alle spalle diversi precedenti per furto e droga.

Stando al capo d’accusa, Ponti aveva con sé 17 grammi di Md e oltre 9 grammi di cocaina. Pertanto, è scattata subito la perquisizione delle forze dell’ordine nel suo appartamento nella zona di San Cristoforo sul Naviglio Grande e, proprio in un cassetto accanto alla sua scrivania, sono state trovate quantità di sostanze stupefacenti davvero impressionanti: pillole di ecstasy, ketamina e hashish.

Secondo gli esiti degli accertamenti affidati a un consulente, si tratta di ben 4,3 dosi di cocaina, 56,7 di ketamina, 36,7 di Mdma e 235,5 di hashish, con incluse ridotte quantità di cannabis sativa e marijuana. Quasi tutte le sostanze erano divise in dosi, ed è stato trovato anche un bilancino di precisione, un paio di banconote da una ventina di euro, un coltello per il taglio degli stupefacenti e un rotolo di carta stagnola.

Dove si trova adesso Antonio Ponti?

Di conseguenza, Antonio Ponti sta scontando tuttora la sua pena nel carcere di San Vittore, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga. Nel giro di qualche giorno dall’arresto ha, inoltre, ottenuto i domiciliari in una comunità di recupero della provincia di Varese, dove è agli arresti da dieci mesi.

Il suo avvocato difensore, Salvatore Pino, ne aveva chiesto la scarcerazione al Riesame contestando l’accusa di spaccio sostenendo che si trattasse soltanto di detenzione. I giudici però avevano confermato la misura cautelare.A seguito della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, Ponti potrà difendersi dalle accuse davanti alla giudice: l’udienza preliminare è stabilita già per il prossimo 27 marzo 2024.