Il Regno Unito al via per l’introduzione dell’Eta: di che cosa si tratta e cosa comporta per i turisti europei?
L’Eta, visto turistico inglese, sarà previsto per tutti i cittadini dell’Unione Europea dal 2025. Analizziamo le motivazioni della decisione, a chi si rivolge la concessione, chi sarà esentato e dove sarà possibile richiederlo.
Che cosa comporta l’Eta per l’Europa e i motivi della scelta
La sigla Eta (Electronic Travel Authorisation) designa un’autorizzazione elettronica per viaggiare verso la Gran Bretagna, in vigore da questo 2 aprile 2025 e sarà obbligatoria per tutti i residenti europei. Il documento digitale costerà 10 sterline (quasi 12 euro) e ne saranno esonerati solamente i cittadini irlandesi, gli europei con residenza stabile in UK (condizione denominata settled o pre-settled status) e coloro già in possesso di un visto lavorativo. Il nome richiama molto l’Esta (Electronic System for Travel Authorization) americano, difatti è plasmato sugli stessi principi. I turisti europei dovranno essere in possesso del visto Eta per recarsi nel Regno Unito, mentre per i viaggiatori extra-UE sarà obbligatorio già dall’8 gennaio del 2025.
La ragione dell’introduzione dell’Eta pare essere proprio la Brexit, che, avvenuta definitivamente nel 2020, ha generato svariati problemi a livelli di ottenimento di visto e di importazioni. Inoltre, il ministero dell’Interno ha motivato la scelta, sostenendo che l’Eta permetterà di aumentare i livelli di sicurezza e di efficienza degli ingressi dei turisti, prevenendo allo stesso tempo abusi del sistema di immigrazione inglese.
D’altro canto, anche l’UE pare voler adottare la stessa strategia: a partire dal 2025 si applicherà lo stesso principio agli individui provenienti dalla Gran Bretagna all’ingresso nell’Unione Europea. Inoltre, già da questo autunno (nello specifico novembre 2025), i cittadini inglesi dovranno sottoporsi a controlli biometrici alla frontiera per accedere all’area dell’UE.
Dove fare domanda e la sua validità
Sarà possibile richiedere l’Eta sul sito Web del governo inglese (‘Gov.Uk‘), oppure, più semplicemente, scaricando l’applicazione per smartphone ‘Uk Eta‘. I cittadini interessati dovranno compilare un modulo, fornire i dati del proprio passaporto, del proprio contatto, caricare una foto personale e rispondere ad alcuni quesiti riguardanti la sicurezza. I tempi di risposta sono brevi (massimo tre giorni), tuttavia se l’Eta viene respinto bisogna dotarsi del tradizionale visto.
Il documento consentirà di viaggiare nel Regno Unito per soggiorni con un totale massimo di 6 mesi alla volta per una durata di due anni o fino alla scadenza del passaporto del turista in questione. In aggiunta, sarà obbligatorio richiederlo anche se si intende fare scalo a Londra per coincidenze aeree. Questo ultimo punto ha scatenato un’ondata di critiche e proteste da parte dei turisti interessati, i quali si vedranno costretti, pur di non pagare, di evitare Londra come tappa di cambio.