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L’incredibile acqua dell’Oasi di Siwa: salata come il Mar Morto, fa galleggiare chiunque

In Egitto c’è un posto dove non puoi affondare nemmeno volendo. È l’Oasi di Siwa, e la sua acqua salatissima è uno spettacolo naturale.

Se pensavi che il Mar Morto fosse l’unico posto dove puoi galleggiare senza sforzo, ripensaci. In Egitto, nel cuore del deserto, c’è un luogo altrettanto incredibile: l’Oasi di Siwa. Le sue piscine naturali sono così cariche di sale da rendere praticamente impossibile andare a fondo. E il fenomeno non è solo una curiosità turistica: ha anche effetti benefici sulla salute.

Siwa: galleggi come un tappo… ma in mezzo al deserto

Siwa è una delle oasi più remote d’Egitto, famosa per le sue palme, i suoi datteri e il suo passato ricco di storia: qui, raccontano le leggende, venne Alessandro Magno per consultare l’oracolo di Amon. Ma negli ultimi anni l’oasi è diventata famosa anche per un altro motivo: le sue acque salatissime.

I laghi salati e le pozze di Siwa contengono una concentrazione di sale altissima, tanto che chiunque ci entri si ritrova a galleggiare senza alcuno sforzo. Basta immergersi per sentirsi sollevati come su un materasso d’acqua. Secondo i racconti dei visitatori, l’esperienza è quasi surreale: l’acqua è densa, leggermente oleosa, e la pelle rimane ricoperta da una sottile patina salina.

Il motivo di questa salinità estrema sta nel fatto che Siwa si trova sotto il livello del mare e ospita antichi bacini idrici salmastri che, nel corso dei millenni, hanno accumulato depositi di sali minerali. In estate, l’evaporazione intensa aumenta ulteriormente la concentrazione di sale, trasformando queste piscine naturali in vere e proprie vasche galleggianti.

Oggi l’acqua di Siwa non è solo uno spettacolo naturale: viene usata per trattamenti terapeutici, in particolare per il trattamento di dolori articolari e reumatismi, grazie alle sue acque sulfuree, al fango e alla sabbia calda. Anche i bagni di fango salato sono diventati una piccola attrazione turistica, con persone che arrivano apposta per immergersi e lasciarsi seccare al sole, convinte dei benefici minerali.

Tuttavia, non è tutto relax: la salinità elevatissima significa anche che non puoi restarci troppo a lungo, perché rischi irritazioni cutanee o bruciore agli occhi. E va detto che, rispetto al Mar Morto, Siwa è ancora poco attrezzata per il turismo di massa: le infrastrutture sono basiche e l’accesso non è sempre semplice.

Nonostante questo, la magia dell’Oasi di Siwa resta intatta. Galleggiare senza affondare, circondati dal deserto e da un silenzio irreale, è un’esperienza che lascia il segno. E se il Mar Morto è troppo lontano (o troppo affollato), Siwa potrebbe essere il tuo prossimo viaggio fuori dal comune.

Chi l’avrebbe mai detto che, in mezzo alle dune egiziane, ci fosse un luogo dove affondare è semplicemente impossibile?

Simona Morelli

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