La modella Alesia Riabenkova, ex di Leonardo DiCaprio, accusata di traffico di esseri umani: quanto emerge dagli Epstein files.
Dopo mesi di immotivato silenzio, negli ultimi giorni si è ritornati a parlare degli Epstein files. Questo perché il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha finalmente reso pubblica l’ultima tranche di documenti relativi al caso Epstein, come imponeva l’Epstein Transparency Act approvato nel novembre dello scorso anno. Sono state quindi pubblicati oltre 3 milioni di pagine, incluse circa 2.000 clip video e 180.000 immagini. Molti di questi file sono oscurati, visto che il Transparency Act ordina discrezione nel caso in cui le vittime possano essere ulteriormente danneggiate dalla divulgazione di informazioni sensibili. Tuttavia, sono numerosi i nomi emersi da questo nuovo materiale, che al momento è passato al vaglio da giornalisti e utenti.
È difficile orientarsi tra i milioni di documenti divulgati. Il metodo più gettonato attualmente è la ricerca di nomi di persone mediante motori di ricerca interni. Ad esempio, si sa che il nome di Donald Trump compare circa 3200 volte, però non sempre in documenti decifrabili. Applicando queto procedimento, uno dei nomi che è emerso spesso è quello di Alesia Riabenkova.
Chi è Alesia Riabenkova
Modella originaria della Lettonia, classe 1991, Riabenkova è nota per la sua partecipazione nel film Conspiracy nel 2008 e, soprattutto, per i rumors circa la sua breve frequentazione con Leonardo DiCaprio nel 2013. Ad oggi lavora come agente immobiliare presso l’agenzia Douglas Elliman di New York, i cui ex proprietari sono al momento sotto processo per sex traffic. Nel 2015 avrebbe accusato un fotografo di stupro ma, nei test fatti subito dopo non sarebbero risultati segni della violenza dichiarata. Successivamente avrebbe anche sostenuto di essere rimasta incinta e di aver deciso di abortire. Tuttavia, un test del DNA avrebbe confermato che il fotografo non era il padre.
Al momento la modella è nell’occhio del ciclone per via di alcune mail, ritrovate nei suddetti files, in cui emergerebbe la sua partecipazione al traffico di esseri umani messo su da Epstein. Particolarmente impattante è una mail che risale all’aprile del 2010 in cui Riabenkova promette di trovare per JE una “little girl” e che l’Europa è il luogo migliore per farlo.

Questa gravissima interazione non sarebbe comunque l’unica. In un’altra mail, Riabenkova sostiene di avere un regalo per Epstein, molto probabilmente la “little girl” di cui si parlava nei messaggi precedenti. Dai documenti emergono anche interazioni intime tra i due: la modella lettone chiama Epstein “lovebunnie“, gli scrive “I kiss you” e “I miss you”.
Ma dietro al traffico di bambine innocenti non ci sarebbe solamente un amore cieco e spassionato (ovviamente), bensì dei benefici materiali. Riabenkova, infatti, chiedeva ad Epstein aiuti per riuscire a lavorare per il noto brand Victoria’s Secret. Questo perché in quegli anni, il brand era nelle mani di Leslie Wexner, amico e socio di Epstein. Il sodalizio tra i due andava avanti dagli anni 90, tanto che i due comparivano insieme in numerosi eventi pubblici. Nonostante questo, non si capì mai quali fossero i motivi dietro alla scelta di Wexner di dare tanto potere ad uno come Epstein. Fatto sta che questo rapporto sarà quello che permetterà a JE di acquisire la maggior parte della sua ricchezza e dei suoi privilegi. Negli anni 90 era noto a tutti che Epstein fosse il talent scout di Victoria’s Secret (per quanto il brand si affidasse ufficialmente a delle agenzie autorizzate), ed sarebbe questo il motivo per cui Riabenkova si era tanto legata a lui.
Uno scambio alla pari quindi: il sacrificio di bambine innocenti costrette ad essere molestate e abusate ripetutamente in cambio di un lavoro di modella per un importante marchio.
Gli Epstein files scuotono i vertici del potere
Il caso raccontato oggi è solo uno dei tanti che stanno emergendo in questi giorni grazie al lavoro di moltissime persone che si stanno impegnando estrapolare dati dalla montagna di documenti rilasciati. Più si va a fondo nella vicenda Epstein più ci si rende conto che al peggio non c’è mai fine e che molti dei personaggi che siamo abituati a vedere con rispetto e talvolta ammirazione sono stati protagonisti di azioni terribili e aberranti. Solo negli ultimi giorni sono stati fatti i nomi di Bill Gates, Stephen Hawking, il principe Andrew duca di York, tra i molti.
Tutto ciò che ruota intorno a Jeffrey Epstein è specchio di un’America marcia e malata, un’America in cui i vip ammirati sotto ai riflettori nascondono sotto al tappeto i crimini più orribili e atroci, crimini per i quali nessuno di loro ha ancora pagato. L’America in cui tutto è possibile, in cui ciò che guadagni con fatica e lavoro ti concede la libertà assoluta mostra oggi la doppia faccia di questo messaggio, mostra un Paese in cui il denaro e il potere sono più forti della giustizia.