L’orsa Jj4 e la morte di Andrea Papi | Com’è cambiata la situazione degli orsi in Italia? Quanti sono?

Da quando è accaduta la tragedia del decesso del 26enne Andrea Papi, in Italia sono state molte le discussioni riguardo la sorte dell’orsa Jj4.

L’orsa, responsabile delle ferite che hanno portato il giovane runner alla morte, è stata catturata alle 23 del 17 aprile scorso. È stata trovata dal Corpo forestale non troppo distante dalla zona dove il runner ha perso la vita, nei boschi del monte Peller sopra il centro abitato di Caldes comune della Val di Sole in provincia di Trento.

Adesso si dovrà aspettare l’udienza del prossimo 11 maggio 2023, quando i giudici si pronunceranno sull’abbattimento dell’esemplare. Intanto l’orsa, soprannominata Gaia, è in attesa della sua sorte nel centro di recupero fauna alpina Casteller in Trento. Sull’orsa pende un’ordinanza di abbattimento emessa dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti. Per il momento l’ordinanza è stata sospesa dal Tar, come comunicato dalla Lega Anti Vivisezione.

Moltissimi si sono opposti alla possibilità dell’abbattimento, la madre del runner stesso ha dichiarato: “Ucciderla non me lo ridarà indietro, la colpa non è di mio figlio e neanche dell’orsa. La colpa va ricercata nella cattiva gestione fatta da chi ha diretto, nel tempo, il progetto Life Ursus, che ormai è sfuggito di mano”.

Altro dettaglio che ha indignato molti riguarda la cattura dell’orsa, resa possibile da una trappola con all’interno della frutta. Ciò che ha fatto discutere è stato l’allontanamento dai suoi cuccioli, l’orsa infatti con la cattura è stata separata dai suoi tre cuccioli. Le associazioni animaliste dichiarano di essere sempre al lavoro e la Lega Anti Vivisezione fa sapere che oggi si recherà a Trento per verificare le condizioni dell’orsa e per incontrare la Provincia Autonoma di Trento nel tentativo di bloccare l’abbattimento dell’animale.

In molti si oppongono all’abbattimento dell’orsa, riconoscendo che non è lei la responsabile della tragedia, ma che il tutto è stato causato da una cattiva gestione della convivenza con gli orsi in Trentino.

Gli orsi in Italia

Negli ultimi anni in Italia gli esemplari di orsi stanno aumentando notevolmente. Le regioni in cui gli animali sono più numerosi sono Trentino Alto Adige e Abruzzo.

L’aumento degli orsi in Italia è dovuto al progetto Life Urus, finanziato dall’Unione Europea e volto alla tutela della popolazione dell’orso bruno del Brenta. Il progetto sta funzionando, con un aumento di esemplari che nel giro di due decenni sono quadruplicati. Oggi in Italia ci sono circa 200 esemplari di orsi. In Abruzzo, nel 2023 sono stati stimati circa 70 esemplari di orsi bruni marsicani. Si tratta di una sottospecie dell’orso bruno proveniente non dalla Slovenia ma dal territorio dell’Italia centrale. La zona più popolata dagli orsi rimane però il Trentino, dove si contano circa 130 esemplari.

Quello dell’orsa Jj4 è considerato dagli esperti un incidente non comune. È raro infatti che un orso possa attaccare un umano, sostengono gli studiosi. Se studiamo i dati però vediamo che la situazione sta sfuggendo di mano: se in Trentino, fino al 2014, non si sono registrati attacchi, dal 2014 ad oggi invece sono stati ben 9 le aggressioni registrate, nessuna delle quali però mortale. Quella ai danni del runner 26enne Andrea Papi è stata la prima aggressione mortale di un orso registrata in Italia dal 1900. Secondo il National Park Service statunitense, le probabilità di essere attaccati da un orso sono molto basse, pari a 1 su 2,1 milioni.