La guida Gambero Rosso ha annunciato la classifica dei migliori chef d’Italia oltre che le tre forchette, riconoscimento ambitissimo per i ristoranti.
A vincere per il secondo anno di seguito è stato Niko Romito, cuoco abruzzese originario di Castel di Sangro. Chi è Niko Romito e cosa lo rende il migliore chef d’Italia? Chi sono stati gli altri classificati?
Chi è Niko Romito?
La guida Gambero Rosso è la più importante delle guide made in Italy: quest’anno ha eletto come miglior cuoco d’Italia l’abruzzese Niko Romito, chef del ristorante Reale Casadonna nel cuore dell’appennino a Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.

Romito ha studiato Economia a Roma e negli anni ha portato avanti progetti nel mondo della finanza. Nel 1998 rilancia il locale aperto due anni prima dal padre Antonio: Romito è un outsider al mondo della grande cucina, deve perciò seguire corsi e stages prima di poter aprire il Reale.
Nel 2011 trasferisce il ristorante a Castel di Sangro rinominandolo Reale Casadonna: dal 2013 ha tre stelle Michelin. Nel 2016 fonda il progetto “IN-Intelligenza Nutrizionale“: si tratta di un protocollo di cucina ai fini della ristorazione collettiva.
Chi sono gli altri chef e ristoranti riconosciuti da Gambero Rosso?
Lo chef modenese Massimo Bottura è secondo nella classifica Gambero Rosso, avendo ottenuto ben 95 punti; a pari merito il cuoco bavarese Heinz Beck, il quale gestisce un ristorante a Roma.
Al quarto posto Crippa con 94 punti; a condividere il quarto posto ci sono Massimiliano Aljmo, cuoco della provincia di Padova.
Il famosissimo Carlo Cracco si è piazzato al quindicesimo posto con il suo ristorante di Milano. In totale sono stati 44 i ristoranti che hanno ottenuto il riconoscimento delle tre forchette, totalizzando più di novanta punti. La Lombardia è la regione più premiata, a seguire Lazio, Campania, Toscana e Veneto.
Gambero Rosso afferma che il futuro sarà degli chef imprenditori, che cercano di espandersi e di esportare le meraviglie della loro cucina. Ciò che è importante è che non smettano mai di essere chef, di cucinare e sbalordire i loro clienti.