Era l’11 marzo quando, in occasione di un party a tema LGBTQ+ nelle sale dell’Hotel de Ville, la famosa escort transgender Icy Diamond non si è lascata perdere l’occasione di sollevare un polverone mediatico.
L’attrice porno infatti avrebbe adescato un cliente nel municipio di Parigi, per poi condurlo nei bagni del Comune in modo da poter filmare il rapporto sessuale.
Il motivo?
Il gesto sarebbe stato una provocazione nei confronti del primo cittadino socialista Anne Hidalgo, sindaca della capitale francese, in risposta alle leggi restrittive che la stessa ha varato in relazione alla pratica sessuale delle escort nei parchi di Parigi. Il comune infatti avrebbe da poco emanato una serie di ordinanze contro l’esercizio della prostituzione al Bois de Boulogne, parco alle porte del capoluogo.
“Madame Hidalgo, lei deve essere responsabile come magnaccia poiché non solo trae profitto dalla prostituzione con i suoi arresti, ma la ospita nei suoi locali” – le parole di Icy Diamond, che aggiunge – “Ecco come sono riuscita a trasformare l’Hotel de Ville di Parigi in strip club & bo***llo gigante… La Libertà che guida il popolo tra gli ori della Repubblica. Grazie a chi? Grazie Anne Hidalgo per l’invito alla Nuit des fiertés”.
Chi è la discussa escort transgender Icy Diamond?
Icy Diamond è una ragazza transgender di 22 anni conosciuta per essere una lavoratrice sessuale e attivista del Sex Work Union, la rete di escort e sostenitrici che si battono per l’ottenimento dei diritti in materia di prostituzione.
Inoltre la giovane afferma di essere membro del Syndacat du Strass, un collettivo francese che dal 2009 porta alla ribalta le tematiche legate alle attrici porno lottando contro la discriminazione e l’emarginazione in termini di status professionale, protezione sociale e pensionamento.
A seguito della bravata compiuta in occasione dell’evento all’Hotel de Ville il suo profilo Instagram è stato definitivamente bannato e conseguentemente chiuso, mentre non vi è alcuna Pagina Facebook a suo nome.
In questo periodo di assenza sui social dunque, l’attivista ha deciso di rivolgersi direttamente all’opinione pubblica attraverso l’ausilio dei giornali, presso i quali ha rilasciato interviste per spiegare l’accaduto.
La provocazione però è stata accolta con grande scandalo da parte della maggioranza degli attori presi in causa. Da una parte il Comune di Parigi nega di aver inserito la donna nella lista degli invitati – “la serata è stata aperta al pubblico con biglietti acquistati su Internet. Il comune non è l’autore della lista degli invitati” – e lo stesso sindacato ne prende le distanze – “Non eravamo a conoscenza di quella serata. Non siamo stati invitati. Non sosteniamo Diamond. Non corrisponde alle nostre azioni“.