Green Pass

Si avvicina la data fatidica del 15 ottobre, giorno in cui in Italia scatterà l’obbligo del Green Pass per tutti i lavoratori. Chi ne sarà sprovvisto non potrà continuare a svolgere le sue mansioni. Il Green Pass, lo ricordiamo, si ottiene vaccinandosi contro il Covid-19, dimostrando di essere guariti dal Coronavirus o presentando un tampone negativo.

I lavoratori che non vogliono vaccinarsi, quindi, hanno davanti a loro due possibilità: accettare la sospensione dal lavoro (e rinunciare a parte dello stipendio) oppure sottoporsi a tampone periodicamente per disporre del Pass. Ma quanto costano queste opzioni? La Repubblica ha fatto i conti in tasca ai No Vax, spiegando in un articolo pubblicato oggi quanto costa rifiutare il vaccino.

Opzione 1: il tampone

La validità di un tampone è di 48 ore per un test rapido e di 72 ore per quello molecolare. Questo significa che, in una settimana, per avere il Green Pass un lavoratore non vaccinato ha bisogno di fare tre tamponi rapidi o due molecolari. I primi si trovano nelle farmacie al prezzo calmierato di 15 euro, il che porta a un conto di 45 euro per una settimana e 180 euro per un mese. Considerando che alla fine dell’anno mancano due mesi e mezzo, il totale per il 2021 sarebbe di 495 euro.

Opzione 2: l’astensione dal lavoro

A chi non volesse sottoporsi regolarmente a tampone non resta che non lavorare. La legge attualmente in vigore non prevede il licenziamento dei No Vax, tuttavia li considera assenti ingiustificati dal lavoro. Questo significa che lo stipendio subisce un taglio.

Secondo i calcoli di Repubblica, basati su uno stipendio medio annuale di 32mila euro lordi, ogni mese un lavoratore No Vax perderebbe 580 euro di contributi previdenziali e 1.394 euro di retribuzione. A questi vanno aggiunti tredicesima, ferie non maturate ed eventuali buoni pasto. In totale, dunque, da qui alla fine dell’anno la perdita supererebbe i 4mila euro.

In più, pare che Confindustria stia pensando di chiedere i danni ai lavoratori non vaccinati. Ma quanti sono questi lavoratori? Il pezzo di Repubblica parla di 3,3 milioni di occupati: 344mila nel settore pubblico, 2,2 milioni nel privato e 740mila autonomi.

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