Mercoledì delle ceneri: quali sono la storia e le tradizioni legate a questa ricorrenza?

Oggi, Mercoledì 02 Marzo 2022, ricorre il giorno che da ufficialmente avvio alla Quaresima, il percorso di 40 giorni (dal conteggio vengono infatti escluse le domeniche) che si concluderà con la celebrazione della Pasqua cristiana, prevista quest’anno per Domenica 17 Aprile 2022.

Il primo giorno di Quaresima prende il nome di Mercoledì delle Ceneri e inaugura il cammino spirituale che precede la Pasqua, caratterizzato da varie forme di penitenza spirituale, tra cui il digiuno ecclesiastico e l’astinenza dalle carni.

Il numero 40 è cristianamente parlando, una cifra ricorrente e fortemente simbolica.

Gesù passò 40 giorni nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima di iniziare la sua predicazione, furono quindi 40 i giorni di digiuno e di tentazioni.

Il nome ‘Mercoledì delle Ceneri’ fa riferimento al rito che viene celebrato durante la Messa del giorno, dove il sacerdote sparge sulla testa dei fedeli la cenere ottenuta bruciando i rami d’ulivo benedetti durante la Domenica delle Palme dell’anno precedente.

Il gesto dell’imposizione delle ceneri ha un doppio valore simbolico: in primo luogo vuole creare un rimando alla precarietà della vita terrena (memento mori), in secondo luogo vuole indicare un segno di pentimento dell’uomo di fronte a Dio.

L’imposizione delle ceneri può essere accompagnata da due diverse formule: “Convertitevi e credete al Vangelo” (Paenitemini, et credite Evangelio) oppure “Uomo, ricordati che sei polvere e in polvere tornerai” (Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris).

in Italia il Mercoledì delle Ceneri non segna però ovunque l’avvio del cammino quaresimale; nel rito ambrosiano (adottato nell’arcidiocesi di Milano) la giornata simbolica ricorrerà infatti nella giornata di lunedì 07 Marzo 2022.

Il pensiero del pontefice

Durante la messa di oggi, Papa Francesco ha invitato i fedeli a conferire un significato particolare al Mercoledì delle Ceneri, dedicando la giornata alla preghiera e al digiuno per la pace in Ucraina.

Il Papa ha infatti dichiarato: “Una giornata per stare vicini alle sofferenze del popolo ucraino, per sentirci tutti fratelli e implorare a Dio la fine della guerra”.