February 23, 2022, Kyiv, Ukraine: Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy waits for the arrival of Lithuanian President Gitanas Nauseda and Polish President Andrzej Duda, at the Mariyinsky Palace, February 23, 2022 in Kyiv, Ukraine. (Credit Image: © Ukraine Presidency/Ukraine Presi/Planet Pix via ZUMA Press Wire)(Credit ALL Usage: � Ukraine Presidency/Ukraine Presi/Red Carpet Pictures via ZUMAPRESS.com) FOT. ZUMA/NEWSPIX.PL POLAND ONLY! --- Newspix.pl *** Local Caption *** www.newspix.pl mail us: info@newspix.pl call us: 0048 022 23 22 222 --- Polish Picture Agency by Ringier Axel Springer Poland
Questa mattina, martedì 22 marzo 2022, alle ore 11 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato in videoconferenza al parlamento italiano riunito in seduta comune a Montecitorio, come aveva già fatto nei giorni scorsi con i parlamenti di Germania, Israele, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, oltre che al Parlamento Europeo.
Come previsto, il presidente ucraino ha cercato di sensibilizzare i parlamentari italiani a impegnarsi maggiormente nel sostenere l’Ucraina contro la Russia.
Zelensky ha iniziato il suo discorso affermando che: “il popolo ucraino è diventato il nostro esercito” e ha poi ricordato le vittime di questo conflitto devastante, ponendo l’accento sui 117 bambini ucraini uccisi da quando è iniziata l’invasione, definendoli “il prezzo della procrastinazione” degli altri paesi nel fermare la guerra.
Il presidente ha poi parlato della situazione drammatica in cui versa la città di Mariupol, invitando i parlamentari italiani a immaginare se quanto accaduto lì avvenisse in una città italiana di dimensioni simili, come potrebbe essere Genova.
Ha poi continuato elencando le possibili ripercussioni che questa guerra avrà sull’economia italiana (in particolare sul prezzo del grano, di cui l’Ucraina è tra i principali produttori al mondo).
Infine, ha richiesto al parlamento italiano di imporre nuove e più dure sanzioni nei confronti della Russia.
Il discorso di Zelensky era molto atteso, e non si è discostato particolarmente da quelli tenuti nei parlamenti degli altri paesi nei giorni scorsi.
Ufficialmente la seduta comune di oggi di Camera e Senato è stata una riunione “informale”, quindi senza effettivo obbligo di presenza, ma è stato comunque un evento notevole nella storia del parlamento italiano: prima di oggi solo due capi di stato avevano tenuto un discorso ai parlamentari riuniti tutti insieme, il re di Spagna Juan Carlos durante una visita a Roma nel 1998 e papa Giovanni Paolo II nel 2002.
La maggior parte dei parlamentari che non erano presenti all’incontro di questa mattina aveva motivato l’assenza con motivazioni di lavoro o ragioni personali, altri avevano detto che non ci sarebbero stati poichè dichiaratamente in polemica con l’eccessiva esposizione mediatica di Zelensky, altri ancora perché sostengono la posizione della Russia.
I maggiori assenti appartenevano alle fila del M5S e della Lega.
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