Dopo sei anni dalla morte del famosissimo attore Bud Spencer (Carlo Pedersoli), si fa avanti la presunta figlia segreta nata da una relazione extraconiugale.

Carlotta Rossi si rivolge alla giustizia per poter avere il riconoscimento di paternità attraverso l’esame del Dna. Oltre a questo, richiede anche un risarcimento “del danno subito per la sostanziale mancanza della figura paterna nell’intero arco della vita” . Il risarcimento ovviamente è rivolto agli eredi di Spencer dunque alla vedova Maria Amato e i tre figli Giuseppe, Cristina e Diamante.

Per quanto riguarda le motivazioni dietro alla decisione arrivata dopo anni : “Non c’è un motivo per cui ho deciso adesso di avanzare le mie richieste in Tribunale e di raccontare in un libro il grande amore che ha legato mia madre a mio padre. Oggi sono pronta, prima no. E mi sento affrancata dalla promessa fatta a mia madre, mancata il 9 novembre 2015, che non avrei mai detto a nessuno chi era mio padre” ha spiegato la Rossi al Corriere della Sera.

Chi è Carlotta Rossi

Carlotta Rossi oggi ha 46 anni, lavora come producer e vive a Londra con le sue due figlie. Il marito lavora in Italia e fa il pendolare.

Nel suo libro “A metà”, disponibile su Apple Books, racconta del suo rapporto con suo papà Bud Spencer e delle vicende legate alla sua famiglia.

L’attore non è mai stato del tutto uno sconosciuto per lei anzi ha molti ricordi con lui. La prima volta che l’aveva visto, lei aveva tre anni e mezzo: “Era arrivato a casa nostra con una valigia che a me sembrava gigantesca, ma in realtà era normale. Era piena di giochi. Ho questa immagine di un gigante dal sorriso buono, una sorta di Babbo Natale fuori stagione con la giacca blu e la valigia bianca”.

Bud ha sempre fatto regali a Carlotta, figlia illegittima avuta con Giovanna Michelina Rossi. Un esempio erano i pattini a rotelle con le lucine che in quel periodo vendevano solo negli Stati Uniti: “Li indossai immediatamente. Andai su e giù per il corridoio con lui che mi aspettava da una parte e mia madre dall’altra”.

Non poteva chiamarlo “papà” ma lo chiamava “Lallo” mentre lui la chiamava “Lallina”. Oltre alla visite, l’attore ha provveduto al mantenimento della Rossi fino la laurea. Le ha pagato gli studi in America, le vacanze estive e invernali e un lungo soggiorno in Florida.

Non solo, avrebbe continuato a inviare un bonifico mensile di mille euro alla madre di Carlotta fino la sua morte. Gli avvocati sono anche in grado di dimostrare tutti i movimenti tra il 2005 e il 2015.

Quando la Rossi aveva l’età di 13 anni, l’artista le ha detto di avere una famiglia e altri tre figli legittimi. Per lei è sempre stata la normalità crescere così ma quando ha saputo questa cosa ha dovuto far fronte a una nuova normalità. La donna afferma anche che le sarebbe piaciuto costruire un rapporto con i suoi altri figli.

Il funerale di Bud Spencer

Alla scomparsa dell’attore, il 27 giugno 2016, Carlotta ha preferito non partecipare al funerale. In merito a questo ha detto: ” Mi sarebbe piaciuto andare al funerale, ma poi non avrei potuto salutarlo come avrei voluto. Così sono andata soltanto in Campidoglio, ho fatto la fila come tutti, accanto a ragazzi che avevano tatuato il suo nome e quello di Terence Hill sul braccio. Sono passata davanti alla salma, un cordone bordeaux separava “noi” dalla famiglia legittima. Io ero una spettatrice.”

L’anno prima invece, il 9 novembre 2015, ha perso la madre e ha raccontato: “Di mio padre non avevo il numero privato, era sempre lui a chiamarci. Avevo solo il fisso dell’ufficio, dove rispondeva la segretaria. Quando mamma è morta ho telefonato a Giuseppe Pedersoli, il suo primogenito, di cui mi ero procurata il cellulare perché lavoriamo nello stesso ambiente. La telefonata è durata 30 secondi, il minimo indispensabile. Gli ho detto chi fossi e che avevo bisogno di avvisare Carlo. Non l’ho mai più sentito”.

Carlotta Rossi, dopo sei anni precisi dalla morte dell’attore, ha deciso di farsi avanti nonostante sia dovuta stare in silenzio tutti questi anni per mantenere la promessa fatta alla madre.