San Giovanni Battista, la storia della decapitazione trattata dai vangeli

Oggi 29 agosto, come ogni anno, si celebra il martirio di San Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento.

Si tratta dell’unico santo di cui si ha una doppia celebrazione: oltre a oggi, infatti, è celebrata anche la sua nascita il 24 giugno.

Il Santo è il patrono di Genova, oltre che di Firenze e di Torino.

La vita del Beato secondo i Vangeli

San Giovanni, detto “il Battista“, era una delle figure più importanti dei Vangeli che sono la fonte principale riguardo la sua vita.

È ricordato anche come “Il Precursore” o “Il più Grande dei Profeti“. Fu concepito da Elisabetta e Zaccaria e la sua nascita venne annunciata al padre da un angelo mentre si trovava davanti all’altare del Signore.

L’angelo annunciò la venuta al mondo di un uomo buono che avrebbe compiuto una duplice missione: riavvicinare gli Israeliti al Signore e ricongiungere i figli con i padri. Non si sposò mai né ebbe dei figli.

Condusse una vita nel deserto fatta di preghiera e penitenza. Ha conosciuto Gesù e ne ha annunciato la venuta ancora prima che nascesse. Fu lo stesso Gesù a insistere affinché venisse battezzato da Giovanni nelle acque del Giordano, sebbene quest’ultimo non si ritenesse all’altezza.

Durante il battesimo definì Gesù come “L’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo” e allo stesso tempo una voce dal Cielo esclamava: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.

Il Battista morì tra l’anno 29 e il 32 a causa della sua predicazione, per questo motivo non poté seguire Gesù nella sua missione.

Condannò la convivenza di Re Erode con la cognata Erodiade, moglie del fratello. Lo denunciò pubblicamente e disse chiaramente: “Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello”.

In seguito il Re decise di imprigionarlo per metterlo a tacere, ma anche da lì continuò a condannare la loro condotta. La figlia di Erodiade, Salomé, convinse il Re, grazie alla sua danza ammaliatrice, che le venga portata su un vassoio la testa dello scomodo profeta. La sua richiesta avvenne in consultazione con sua madre Erodiade, infastidita dalle parole di Giovanni.

Alla fine una guardia di Erode lo decapita mettendo fine alla vita terrena dell’ultimo profeta e primo apostolo.