Vita da sirena: la storia di Emily Alexandra Guglielmo, oltre 8000 euro al mese grazie ad una coda di silicone

La vita da sirena di Emily Alexandra Guglielmo

La trentaduenne Emily Alexandra Guglielmo ha realizzato il sogno che aveva da bambina: essere una sirena. Emily ha fatto del suo sogno una professione ed oggi guadagna oltre 8000 euro al mese per travestirsi da sirena.

Tutto è iniziato quando la Guglielmo aveva 22 anni e aveva deciso di farsi una coda da sirena di silicone per posare in set fotografici. La prima coda è costata oltre 3000 euro ma ben presto è diventata un’attrazione e la gente ha incominciato ad ingaggiarla per feste ed eventi

Oggi Emily, con il soprannome di “The American Mermaid” (la Sirena Americana), oltre che collaborare con resort come Hilton e Marriot e ad essere ingaggiata per feste per bambini, feste aziendali, spettacoli in piscina, esibizioni subacquee ed eventi in tutti gli Stati Uniti, si è creata un account OnlyFans. Essendo unica nel genere Emily si è accaparrata un’affezionata clientela di nicchia che paga per vedere le sue foto hot.

La Sirena Americana ha girato anche diversi spot pubblicitari, ha recitato per Playboy TV ed in alcuni film che hanno avuto un gran successo come Magic Mike e Spring Breakers.

I pro e i contro di essere una sirena

Per Emily essere una sirena è speciale in quanto oltre a realizzare ingenti ricavi può realizzare anche i sogni dei più piccoli, i quali credono davvero che sia vera Ariel.

Ma come tutte le professioni ha anche un lato più difficle, infatti per indossare e rimuovere una delle sue otto code da sirena, che tra l’altro affitta per 1000 dollari alla settimana, impiega oltre 30 minuti e deve usare parecchio lubrificante ed olio di cocco per poter entrare entrare ed uscire dalla coda si silicone.

La linea di cosmetici  e l’organizzazione no-profit della sirena Emily

Emily ha lanciato una linea di cosmetici ispirata alle sirene, la Emily Alexandra Cosmetics, una cui percentuale delle vendite viene devoluta della organizzazione no-profit Supporting Water. La no-profit è stata creata dalla stessa Emily nel 2019 e si occupa di trovare e raccogliere fondi per far arrivare acqua potabile e pulita nei Paesi emergenti, in modalità innovative.