Allarme nei distributori di benzina a seguito di diverse denunce da parte degli automobilisti per i danni arrecati dalle cosiddette “Petrol Mafie“. Si tratta di mosse organizzate dalla camorra e dalla ‘ndrangheta finalizzate a ottenere enormi guadagni attraverso il carburante.
La truffa prevede che il carburante venga letteralmente “annacquato” e, di conseguenza, una volta messo in circolo nell’auto provoca seri danni al motore. Al momento sono più di mille i casi segnalati.
La città in cui si verificano maggiormente queste truffe è proprio Roma, in particolare nei quartieri Aurelio, Boccea, Casilino, Appio, Laurentino e Salario.
Per capire se effettivamente c’è la presenza di acqua nel carburante i segnali iniziali sono:
Le conseguenze, invece, legate alla presenza di acqua nel carburante sono:
I danni sono inevitabili e una volta che si verificano questi segnali è obbligatorio andare dal meccanico per far svuotare del tutto il circuito di alimentazione.
Come precauzione è possibile usare regolarmente un additivo per togliere l’acqua nel serbatoio, tuttavia, bisogna usarli con molta attenzione in particolare nei dosaggi. Un’altra opzione è quella di ricorrere ai filtri separatori acqua gasolio.
Bisogna ricordare inoltre che, secondo la sentenza numero 400 del 18 aprile 2015, qualora un’auto venisse danneggiata per la presenza di acqua nel carburante al momento del rifornimento, l’automobilista ha diritto al risarcimento danni.
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