Assegnato oggi il Premio Nobel per la pace 2022: a vincerlo sono Ales Bialiatsky, il gruppo Memorial e il Center for Civil Liberties ucraino.
Sono stati l’attivista bielorusso e due organizzazioni protettrici di diritti umani in Russia e Ucraina ad aggiudicarsi la vittoria: la loro missione è quella di favorire democrazia e coesistenza pacifica in Bielorussia, Russia e Ucraina, regioni impegnate in un sanguinoso e complicato conflitto.
La guerra in Ucraina è protagonista del prestigioso riconoscimento assegnato dal Municipio di Oslo, il penultimo di questa stagione. A vincere il premio sono stati un’attivista e due ONG: la notizia è arrivata alle 11 di oggi, venerdì 7 ottobre.
Ales Bialiatsky, di nazionalità bielorussa, noto per essere il vicepresidente della Federazione Internazionale per i Diritti Umani, è uno dei nuovi detentori del Nobel per la pace. Bialiatsky, ora detenuto, ha lottato per la difesa dei diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere che si sono verificati nei mesi scorsi nelle regioni impegnate nel conflitto russo-ucraino.
Le due ONG, Memorial e il Center for Civil Liberties ucraino si sono battute, e continuano a farlo, per documentare i crimini di guerra e le violazioni dei diritti civili dei cittadini bielorussi, russi e ucraini. La loro missione è quella di criticare l’assolutismo e le imposizioni di potere, oltre che di difendere la democrazia, la libertà e i diritti inalienabili di tutti i cittadini.
Bialiatsky è la 106esima persona a vincere il premio, mentre le ONG premiate negli anni sono state 26. Il Nobel per la pace è l’unico dei riconoscimenti ad essere assegnato in Norvegia, ad Oslo.
I candidati di quest’anno sono stati 343, secondo numero più alto di sempre. La lista dei nomi proposti potrà essere resa pubblica solo tra 50 anni, ma voci circolano che tra i possibili nomi in lizza c’erano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e la giovane attivista per il cambiamento climatico Greta Thunberg.
Il conflitto in ucraina ha sicuramente visto numerosi attivisti e ONG combattere per garantire la protezione dei diritti umani e civili delle popolazioni coinvolte.
Nonostante ci siano molteplici cause per le quali lottare e infiniti diritti da difendere, l’accademia norvegese ha ritenuto corretto e necessario premiare chi sta lottando per porre fine alla guerra in Europa. L’accademia si è schierata pubblicamente a favore della pace e della cessazione del conflitto.
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