Cultura

Quando una vita finisce nel silenzio: Il silenzio di B. di Oliviero Italo Carugo

Una donna, tre relazioni e una solitudine che si rivela solo dopo la fine: Il silenzio di B. racconta ciò che resta quando tutto tace.

Il silenzio di B. è un romanzo che comincia quando tutto è già finito. B. è morta da tre giorni nel suo appartamento e nessuno se n’è accorto. Non c’è urgenza, non c’è scandalo, non c’è clamore. C’è solo il silenzio. Ed è da lì che la storia prende forma.

Quel silenzio non è soltanto una condizione materiale, ma uno spazio mentale. Una sospensione in cui presente e passato si sovrappongono, e l’esistenza di B. riaffiora non come un bilancio ordinato, ma come una sequenza di frammenti legati alle persone che l’hanno attraversata. Tre uomini, tre città, tre momenti che non diventano mai davvero approdi.

I tre uomini, le tre assenze ne Il silenzio di B.

A Heidelberg, durante la pandemia, Raphaël è una relazione fragile, quasi accidentale. Una storia che nasce e si spegne senza rumore, come se fosse sempre stata destinata a non lasciare traccia. A Milano, nel contesto iper-specializzato del laboratorio, Ernesto incarna invece l’irrisolvibile: un legame sospeso tra amicizia, desiderio e memoria, che finisce per dissolversi senza spiegazioni, come un’assenza che non chiede di essere compresa ma solo accettata.
Infine Pavia, la città d’origine, dove nulla dovrebbe sorprendere e invece delude di più. Simon, americano eccessivo e ossessivo, rappresenta la relazione più scopertamente sbagliata, quella in cui la solitudine smette di essere solo subita e comincia ad assumere contorni più inquieti.

Il punto centrale del romanzo, però, non sono gli uomini. È B. stessa. O meglio: il dubbio che la attraversa. Quanto della sua solitudine è frutto delle circostanze e quanto è una costruzione lenta, forse inconsapevole ma tenace? Il libro non assolve e non condanna. Lascia la domanda aperta, scomoda.

Colpisce lo stile, asciutto e controllato, mai indulgente. Anche le emozioni sembrano filtrate da una distanza razionale, come se fossero dati da osservare più che ferite da esibire. Il silenzio di B. è un romanzo sulle vite che non fanno rumore, nemmeno quando finiscono. Non cerca empatia facile: chiede attenzione. E proprio per questo resta.

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