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La drammatica storia di Bilal: scappato a 9 anni dal Marocco, ora ruba a Milano per poter sopravvivere

Scappato dal Marocco a 9 anni, ora ne a 12 e vive a Milano Centrale: Bilal ruba soldi cibo e vestiti per poter sopravvivere. Alcuni dei soldi rubati li manda alla famiglia rimasta in Marocco: “Loro non volevano venire, ma il mio sogno era l’Europa” racconta Bilal.

Parlando con Bilal si capisce quanto sia maturo, essendo stato costretto a crescere in fretta e a imparare a cavarsela. Non ha paura della polizia perché vista l’età non è imputabile.

La drammatica storia di Bilal

Bilal nasce in Marocco in una famiglia numerosa ma con poche disponibilità economiche: il padre ha un bar, ma non è sufficiente per mantenere i figli. A 9 anni Bilal decide di lasciare la sua città Fez e di andare in Europa, dove sogna di vivere e dove crede di poter avere un futuro migliore. La sua famiglia però non vuole partire: Bilal è costretto ad andarsene da solo nonostante la giovane età.

Dopo un viaggio lunghissimo attraverso la Spagna, la Francia, la Germania e il nord Europa arriva in Italia a 12 anni. Bilal ora vive a Milano e racconta di alloggiare da alcuni amici, ma le sue giornate le trascorre nella stazione Centrale. È riuscito ad evadere per la quinta volta dalla comunità che lo accoglieva a Genova ed è già tornato a rubare.

Bilal costretto a rubare per sopravvivere

Vista l’età Bilal ancora non può lavorare, nonostante sia ciò che chiede e desidera:” Mi basta un lavoro da 1000 euro al mese e non rubo più” dichiara. Da quando ha lasciato il Marocco ha iniziato a rubare: soldi, vestiti, cibo e non solo, ma anche orologi costosi e oggetti di valore.

Bilal ammette che più della metà dei soldi che fa rubando li manda alla famiglia in Marocco per aiutare il padre, il resto lo tiene per se, così da riuscire a sopravvivere.

Ora a Milano aspetta un suo amico, arrestato dopo una rapina fatta assieme: lui ha 14 anni. Bilal vuole lasciare Milano ma vuole anche smettere di fare questa vita. Vorrebbe avere un lavoro e provvedere per sé stesso e la sua famiglia, ma avendo solo 12 anni non trova nessuno che lo possa assumere.

Avere 12 anni aiuta anche Bilal a non soffrire le conseguenze delle sue azioni: anche se viene beccato dai carabinieri o denunciato dalle vittime dei furti, non è considerato imputabile. Ogni volta che viene inserito in una comunità, Bilal riesce a scappare.

Il sogno di Bilal è quello di avere un lavoro e la sua libertà, poter uscire, vedere la città e avere una vita normale: questo è il motivo per cui è venuto in Europa. I volontari che lo conoscono vogliono aiutarlo: Bilal ha bisogno di una persona di cui si possa fidare per poter costruirsi una vita.

Marta Zambonin

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