Spettacolo

Esterno notte, perché si chiama così? Dov’è stato girato? Trama e curiosità

Da lunedì 14 novembre in prima serata su Rai 1 Esterno notte, la serie di Marco Bellocchio che racconta il rapimento e gli ultimi giorni di prigionia di Aldo Moro. La serie ha debuttato al cinema lo scorso maggio, e andrà ora in onda in tre appuntamenti televisivi.

Perché si chiama così e dove è stata girata la serie? Ecco tutto ciò che c’è da sapere sulla trama e alcune curiosità.

Esterno notte: la trama

Gli eventi si svolgono nel 1978, anno in cui in Italia si insediò un governo di coalizione tra il PCI (Partito Comunista Italiano) e la Democrazia Cristiana di stampo conservatore, di cui Aldo Moro era il presidente. Moro fu il principale autore della ricostruzione del paese e della coalizione

La situazione politica italiana era estremamente tesa a causa di una guerra civile tra le organizzazioni di estrema sinistra, violente e solite a rapimenti e attentati, e lo Stato.

Il 16 marzo 1978, giorno dell’insediamento del governo, l’organizzazione criminale Brigate Rosse rapì Aldo Moro. La prigionia durò cinquantacinque giorni. Moro scrisse delle lettere per scandire il tempo mentre avevano luogo negoziazioni e trattative tra lo Stato e le Brigate Rosse. Cinquantacinque giorni dopo, il corpo senza vita di Aldo Moro viene ritrovato in una macchina a metà strada tra le sedi dei due partiti.

Curiosità: dove è stato girato e perché ha questo nome?

La serie ha debuttato lo scorso maggio al Festival di Cannes nella sezione Premiere, per poi uscire in diversi cinema italiani.

Il regista ha dichiarato di voler creare un serie che raccontasse l’Esterno dei cinquantacinque giorni di prigionia di Aldo Moro. Il titolo quindi si riferisce al racconto di ciò che è successo all’esterno della prigione in cui Moro si trovava. I protagonisti infatti sono gli uomini e le donne coinvolti in un modo o nell’altro nel sequestro: dai famigliari, ai politici, i brigadieri, e anche il clero.

Nel cast si trovano autori di tutto rispetto come Fabrizio Gifuni nei panni del presidente della DC e Toni Servillo ad interpretare il papa Paolo VI.

Le riprese hanno avuto luogo a Roma nell’estate 2021. Le scene nelle piazze pubbliche e negli edifici di governo sono luoghi reali della Capitale.

Marta Zambonin

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