Alvaro Vitali, volto storico della commedia italiana per una generazione intera, all’alba dei 73 anni torna a parlare della sua carriera.
“Se ero ricco? Cambiavo macchina e donne ogni 3 mesi. Ero così famoso che non potevo entrare nei ristoranti.” racconta alla Repubblica. “Poi il telefono ha smesso di squillare. Non mi spiego il perché. Ero popolarissimo”.
La prima opportunità da parte di Federico Fellini. La notorietà raggiunta con Amarcord di Nando Cicero. E poi la fine improvvisa di una carriera. La depressione. E infine una pensione attuale di 1200euro.
Cosa è successo al celebre interprete di Pierino?
Alvaro Vitali, classe 1950, Roma.
Una risata contagiosa, unica, a tal punto da renderlo l’icona per eccellenza della commedia degli anni ’70/’80..
Ad oggi lo considereremmo una star del trash, la punta di diamante di quel filone di battute volgarotte e popolari, un personaggio irriverente ed un attore instancabile. I suoi film costituivano la cultura cinematografica basilare per chiunque si volesse approcciare al mondo della comicità italiana.
Tutto ebbe inizio grazie a Federico Fellini.
“Lavoravo come elettricista in una famiglia in cui sia mamma che papà, da generici, avevano partecipato a film come Napoli Milionaria, Ben Hur e La grande corsa” racconta a il Fatto Quotidiano. “A Trastevere, dove vivevamo, le produzioni venivano regolarmente a reclutare le comparse. Seppi che a Cinecittà cercavano attori e mi presentai al Teatro 5 con un altro ragazzo. Fellini non sapevo neanche chi fosse. Alzai gli occhi, vidi solo un cappello in controluce e sentii una voce: “Chi di voi due sa fare il fischio del merlo? Allora iniziai a fischiare come un pazzo, alla pecorara e lo ascoltai ridere: “Prendete il piccoletto che l’altro sta ancora cercando il merlo“”.
Ha così inizio la carriera del giovane Vitali.
Tra le prime apparizioni ricordiamo Roma, I clowns, fellini Satyricon, Amarcord.
Ed è proprio grazie a quest’ultima pellicola che la nascente stella poté mostrarsi per la prima volta ad un pubblico molto più esteso, avendo ottenuto nell’edizione 1975 il Premio Oscar come miglior film in lingua straniera.
E poi altri grandi nomi come Dino Risi, Sordi, Monicelli, Polanski.
Dal cinema d’autore si passò alle commedie sexy all’italiana, con gag volgarotte e battute sboccate. “La critica le ha chiamate commedie scorreggione, ma il nostro trash era all’acqua di rose”.
Ma se c’è un personaggio nel quale Alvaro Vitali possa sentirsi pienamente identificato, allora non si può non parlare di Pierino. Quel ruolo – che lo accompagnerà come un fedele compagno di viaggio in tutta la sua carriera – gli apparteneva.
“Il regista Marino Girolami venne da me sostenendo che tutti conoscevano le barzellette di quel personaggio, ma nessuno sapeva attribuirgli una fisicità. “È la tua” disse. Non ero convinto, ma Marino fu persuasivo. Iniziammo a sceneggiare barzellette legandole tra loro per dare la parvenza di una storia”.
La celebrità nei panni dello studente buffo e ribelle gli arrivò con la trilogia Pierino contro tutti, Pierino medico della S.A.U.B e Pierino colpisce ancora.
E poi il baratro. L’ultima pellicola Pierino torna a scuola non riscuote il successo auspicato e così l’attore si ritrova d’improvviso senza più porte da poter varcare.
Lo colpisce la depressione, raggirata grazie all’incontro con l’attuale moglie Stefania Corona.
E poi la fine di una carriera. Il telefono che smette di squillare e la consapevolezza che le gag da adolescente pasticcione sono oramai acqua passata.
Ad oggi il 73enne Alvaro Vitali vive la sua vita accompagnando la il tempo libero agli spettacoli in teatro. Con la consapevolezza di aver oramai visto tramontare la propria notorietà, tira avanti con una pensione dignitosa e non smette però – attraverso i social media – di ricordare a tutti quale sia il vero volto dell’amato Pierino.
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