Scienza

Che cosa sappiamo del virus Marburg, con l’88% di mortalità? | Paura per il rischio di una nuova pandemia

Un nuovo virus con l’88% di mortalità ha messo sotto assedio la Guinea Equatoriale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha a tal proposito convocato una riunione eccezionale per avviare un programma di vaccinazione che possa debellare tale minaccia.

Il virus – che ha avuto il suo focolaio nel nord del paese, nello specifico nella provincia di Kié-Ntem al confine con Camerun e Gabon – è stato denominato Marburg ed è collegato a 9 decessi tra i 25 casi rilevati.

Attualmente si sta ricercando un vaccino a vettore virale, simile a quello sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Cambridge negli UK per il COVID. Ma le speranze di riuscita sono molto basse.

Che cosa sappiamo del virus Marburg?

Al momento tutte le notizie che ci sono arrivate sono state diffuse dal direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale ha fatto il punto della situazione in una riunione speciale. Egli infatti ha dichiarato: “La Guinea Equatoriale lunedì ha confermato un focolaio di malattia da virus Marburg in due distretti, vicino al confine con Camerun e Gabon. Si tratta del primo focolaio di Marburg segnalato in Guinea Equatoriale. Il Marburg appartiene alla stessa famiglia di virus dell’Ebola, provoca sintomi simili, si trasmette tra gli esseri umani allo stesso modo e, come l’Ebola, ha un tasso di mortalità molto elevato. Finora sono stati segnalati nove decessi in persone con sintomi compatibili con il Marburg, e uno è risultato positivo al virus”.

E aggiunge: “Gli altri otto decessi sono considerati casi sospetti perché presentavano sintomi simili e molto probabilmente facevano parte della stessa catena di trasmissione, ma non è stato possibile confermare la presenza di Marburg perché non è stato possibile ottenere campioni. Sedici casi sospetti sono stati ricoverati in strutture sanitarie con sintomi lievi e 21 contatti sono monitorati a domicilio. L’Oms sta aiutando il governo a rispondere all’epidemia dispiegando esperti in epidemiologia, assistenza clinica, comunicazione del rischio, coinvolgimento della comunità e prevenzione e controllo delle infezioni”.

In merito ai vaccini invece è stata confermata l’assenza di una sperimentazione già in fase conclusiva: “Attualmente non esistono vaccini o trattamenti approvati per la malattia del virus di Marburg, e pochi sono in fase di sviluppo. Ieri [14 febbraio 2023 ] l’Oms ha convocato una consultazione del consorzio per i vaccini e le terapie contro il virus Marburg, che comprende sviluppatori ed esperti di tutto il mondo. Qualsiasi decisione sulla sperimentazione di vaccini e terapie sarà presa dalle autorità nazionali e dai ricercatori della Guinea Equatoriale. Nel frattempo, l’Oms sta riunendo il comitato per la definizione delle priorità dei vaccini per identificare quali candidati vaccini dovrebbero essere valutati per primi e sta prendendo provvedimenti per prepararsi a potenziali sperimentazioni. L’Oms sta inoltre discutendo con il Ministero della Salute la possibilità di fornire l’accesso a terapie sperimentali nell’ambito di una sperimentazione clinica”.

Nel frattempo la strategia migliore per ogni Paese è quella della prevenzione e del monitoraggio dei casi.

 

Giulia Deledda

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