Secondo un nuovo studio della Stanford Medicine (USA) negli ultimi 30 anni si sarebbe registrato un aumento significativo della lunghezza del pene in fase di erezione.
Non si tratterebbe però di una buona notizia.
La differenza di dimensioni infatti sarebbe correlata ad alcuni cambiamenti della funzionalità dell’organo genitale maschile che ne minacciano la salute. Uno stile di vita sedentario ad esempio, oppure una dieta squilibrata e ricca di sostanze chimiche, porterebbero ad un aumento delle dimensioni e al conseguente maggior rischio di infertilità e alterazione ormonale.
Lo studio sarebbe stato pubblicato sul World Journal of Men’s Health il quale, a seguito degli approfondimenti condotti dal gruppo di ricerca dell’università statunitense, hanno diffuso quanto segue:
“La lunghezza del pene quando è in erezione è aumentata del 24% negli ultimi 29 anni in diverse regioni del mondo e in tutte le fasce d’età. (…) Si tratta di un aumento notevole (da 12,3 cm a 15,2 cm) in poco meno di tre decenni, se si considera che la lunghezza media di un pene eretto è di 13,12 cm, mentre quella di un pene a riposo è di 9,16 cm”.
“L’aumento è avvenuto in un periodo di tempo relativamente breve. – ha dichiarato Michael Eisenberg, autore principale dello studio – Qualsiasi cambiamento generale nello sviluppo è preoccupante, perché il nostro sistema riproduttivo è una delle parti più importanti della biologia umana. Se stiamo assistendo a questo rapido cambiamento, significa che sta accadendo qualcosa di importante al nostro corpo. Dobbiamo indagare questi risultati e, se saranno confermati, dobbiamo scoprirne la causa”.
Quali potrebbero dunque essere le cause dietro a questo bizzarro aumento?
Le ipotesi sono molteplici. Alcune si dirigono verso l’inquinamento ambientale, scovando in quest’ultimo l’esposizione a sostanze nocive che interagiscono con i nostri sistemi ormonali, alterandone il funzionamento. Altre invece parlano di cattivi stili di vita, legati ad esempio al vizio del fumo, dell’alcol, scarsa attività fisica o sedentarietà. L’insieme di tutto questo pacchetto di cattive abitudini porterebbe ad un aumento delle dimensioni dell’organo genitale con un conseguente maggiore rischio di infertilità.
Per scoprire questo vaso di Pandora però ci vorranno ulteriori approfondimenti.
Il passo successivo posto dai ricercatori sarà quello di ricercare nuovi cambiamenti nella popolazione più giovane, in modo da analizzarne lo sviluppo man mano con la crescita. “Proprio come misuriamo l’altezza e il peso del bambino ogni anno, dovremmo misurare in modo sistematico anche le dimensioni del pene, perché potrebbe rivelarsi un indicatore precoce dei cambiamenti nello sviluppo umano”.
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