Oggi vi raccontiamo di una storia che ha dello straordinario.
La nazionale di basket del Sudan del Sud con il presidente coach Luol Deng si è appena qualificata ai Mondiali 2023 nel nome di Manute Bol. La qualificazione è avvenuta a seguito della vittoria ad Alessandria d’Egitto contro la squadra del Senegal.
Le chiamano Bright Stars e stiamo parlando di ragazzi appartenenti allo stato più povero del Mondo che solo dal 2011 – in seguito all’Indipendenza – può vantare la costituzione di una squadra di pallacanestro, dopo una guerra civile che per ben 7 anni (2013-2020) ha interessato il territorio africano con una stima di 2 milioni e mezzo di morti.
Nessun palazzetto nel quale potersi allenare, due giocatori provenienti da un campo profughi kenyano, quattro di essi invece rimasti orfani a causa del conflitto civile e un presidente che per permettere ai suoi giovanissimi di partecipare ha dovuto finanziare di tasca sua il viaggio nella capitale Giuba.
Insomma, impossibile non essere felici per questi ragazzi.
Li ha reclutati uno ad uno l’allenatore Luol Deng, ex-giocatore professionista dell’NBA per 15 stagioni e della nazionale inglese nei Giochi di Londra, ma anche presidente della Federazione Pallacanestro. Dopo una carriera decennale passata come colonna portante dei Chicago Bulls (2004-2014), lo ricordiamo anche per le sue brillanti apparizioni nei team dei Cleveland Cavaliers, Miami Heat, Los Angeles Lakers e Minnesota Timberwolves.
Ad aiutarlo nel portare avanti questa eccezionale squadra vi è anche il coach titolare Royal Ivey, anch’esso volto noto dell’NBA statunitense oggi assistente di David Vaughn ai Brooklyn Nets. Proprio questo ruolo però gli ha causato un temporaneo conflitto di interessi, andando a scontrarsi – a detta del club professionistico – con il ruolo di allenatore di una squadra del continente africano. Nessun problema però, perchè ad andare in panchina ci ha pensato lo stesso Deng, ora sia presidente che allenatore.
Sono adesso diventati eroi nazionali i 5 ragazzi titolari (e gli altri secondari) che nonostante le innumerevoli difficoltà fronteggiate sia per colpa di motivi burocratici – l’assenza di un luogo dove allenarsi – sia per ragioni di carattere sociale – il vivere in un paese con l’indice di sviluppo umano peggiore del mondo, nel quale il 94% della popolazione vive in villaggi – sono riusciti a trionfare ottenendo la meritata qualificazione ai Mondiali di basket 2023, in programma dal 25 agosto al 10 settembre tra Giappone, Filippine ed Indonesia.
Al loro rientro nello stato africano sono stati accolti in aeroporto da oltre 7 mila persone che hanno voluto assistere all’impresa mozzafiato della quale sono stati protagonisti i loro connazionali.
Molti di loro hanno avuto l’occasione di rincontrare le proprie famiglie per la prima volta dopo i circa 9 anni di guerra.
E allora non possiamo che augurargli un grande in bocca al lupo in occasione dei prossimi incontri, ai quali sarà presente anche l’Italia allenata da Gianmarco Pozzecco.
Chissà per chi faremo il tifo questa volta!
Scopriamo insieme quali sono stati i referendum più rilevanti in cui gli italiani sono stati…
19 marzo, festa del papà: ma è davvero un evento felice per tutti i padri?…
Fedez ha deciso di schierarsi con la destra dopo essere stato per anni simpatizzante della…
Perché il film con Timothée Chalamet non ha vinto nemmeno un premio Oscar? Ecco perché…
E se le icone delle app che siamo abituati ad usare quotidianamente nascondessero dei richiami…
La nave russa Arctic Metagaz con a bordo 900 tonnellate di gasolio e gas liquido…