È allarme in provincia di Varese per l’elevato numero di tossicodipendenti che sta ricorrendo a ricette false per assumere la loro dose giornaliera.
L’entrata degli oppiacei nel mercato della droga è un fenomeno degli ultimi anni che si sta espandendo a macchia d’olio. Dopo il fentanyl e l’ancora più recente xilazina, un farmaco che ha provocato una vera e propria crisi negli Stati Uniti, arriva il tramadol, principio attivo di origine sintetica contenuto nel farmaco Contramal e appartenente alla classe degli oppioidi.
Nel Varesotto è ormai diventata una pratica comune quella di utilizzare ricette false o copie degli originali per comprare il Contramal, e nonostante numerose farmacie abbiano ripetutamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, sono anche molte le strutture sanitarie e i medici complici di questo mortale fenomeno.
Tutto questo è dovuto da una realtà ben più grande delle semplici ricette false.
In provincia di Varese lo spaccio di droga è ormai una realtà consolidata che gode di un’organizzazione meticolosa e di un organismo ben coordinato.
Sono innumerevoli i “boschi dello spaccio” controllati dai pusher, che armati fino ai denti di revolver, fucili e persino kalashnikov hanno creato dei veri e propri villaggi della droga.
Questi boschi sono scenario di degrado, violenze inaudite e di vere e proprie guerre tra i capi dello spaccio, non mancano purtroppo episodi di omicidi, gambizzazioni e sequestri.
Si tratta di un farmaco analgesico cui principio attivo deriva dalla classe degli oppioidi, agisce a livello del sistema nervoso e viene usato per trattare il dolore da medio a grave.
Il tramadol, anche detto tramadolo, è il principio attivo contenuto nel Contramal che ha trasformato il farmaco in una droga ricercata dagli spacciatori e venduta a prezzi stracciati.
È chiamata anche droga dei poveri per l’abitudine dei pusher di venderla in pasticche singole ai tossicodipendenti, che si vedono costretti a comprarla in situazioni di astinenza o se non hanno denaro sufficiente per permettersi altre droghe.
L’uso non medico di tramadol si è diffuso in Africa già da diversi anni e si è poi esteso a molti altri paesi tra cui appunto l’Italia.
Ad oggi il traffico di Contramal si sta allargando a dismisura e sarà necessario trovare delle soluzioni immediate per fermare questo fenomeno.
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