Domenica delle Palme, perché si celebra? E cosa si festeggia esattamente?

La Domenica delle Palme è una festa cristiana che celebra l‘ingresso di Gesù Cristo a Gerusalemme, poco prima della sua passione, morte e risurrezione. Secondo la tradizione, Gesù giunse a Gerusalemme su un asino e fu accolto dalla folla che sventolava rami di palma e lo acclamava come il Messia.

La festa ha origine nel cristianesimo primitivo e viene celebrata la domenica precedente la Pasqua. Durante la celebrazione, vengono benedetti i rami di palma, che simboleggiano l’accoglienza da parte della città riservata al figlio di Dio, e vengono distribuiti ai fedeli.

La Domenica delle Palme rappresenta anche l’inizio della Settimana Santa, che culmina con la celebrazione della Pasqua. La festa è stata istituita per la prima volta nel IV secolo, e da allora è stata celebrata in tutto il mondo cristiano come un momento di riflessione sulla passione e morte di Gesù, nonché come un’occasione per rinnovare la propria fede.

Come nasce la Domenica delle Palme?

Sono nello specifico gli evangelisti Matteo e Marco a raccontare l’ingresso del Messia nella città di Gerusalemme, all’interno della quale la gente era in attesa con fronde e rami presi dai campi, anche se l’utilizzo del termine ‘palme’ – simbolo di trionfo e di fede – può essere riscontrato solo nel Vangelo di Giovanni.

Proprio da questo Vangelo infatti si può leggere: “Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!» Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina” (12,12-15).

L’episodio rimanda alla festa delle Capanne, un’occasione ebraica nella quale i fedeli salivano in processione al tempio di Gerusalemme a seguito di un lungo pellegrinaggio. Secondo la tradizione, ognuno di essi reggeva nel proprio palmo della mano tre ramoscelli rivolti verso il cielo: il mirto, simbolo della preghiera, il salice, simbolo del silenzio innanzi a Dio e infine la palma, in onore alla fede.

La folla poi stendeva a terra i mantelli agitando i propri ramoscelli e rendendo onore al figlio di Dio attraverso l’intonazione del coro: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’ alto dei cieli!”. Tutt’oggi questo canto rappresenta l’accompagnamento ufficiale della celebrazione della Domenica delle Palme.