Spettacolo

Chi è stata Isa Barzizza leggendaria attrice del dopoguerra, famosa per i ruoli con Totò e altri maestri?

Isa Barzizza, affascinante soubrette del teatro di rivista nel secondo dopoguerra, è morta ieri, domenica 28 maggio, nella sua casa di Palau, Sardegna. L’annuncio della sua scomparsa è stato dato su Facebook da don Paolo Pala, parroco di Palau. Quest’ultimo ha reso omaggio alla lunga permanenza dell’attrice in Sardegna. Isa Barzizza si era infatti trasferita nell’isola più di 40 anni fa.

Le origini della Barzizza attrice e soubrette

Isa Barzizza, nata a Sanremo il 22 novembre 1929, era figlia del compositore e direttore d’orchestra Pippo Barzizza e Tatina Salesi. Iniziò la sua carriera teatrale giovanissima, lavorando prima con la compagnia di Ruggero Ruggeri e successivamente con quella dei fratelli De Filippo. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne una delle soubrette più amate del teatro di rivista. Si esibiva in spettacoli firmati da Erminio Macario e Remigio Paone, famoso impresario e scopritore di talenti. Sul palcoscenico teatrale, ebbe l’opportunità di recitare accanto a grandi comici come Totò, Carlo Campanini, Nino Taranto, Walter Chiari e Carlo Dapporto.

La carriera cinematografica

Il suo debutto cinematografico avvenne nel 1947 con il film “I due orfanelli” di Mario Mattoli, in cui recitò al fianco di Carlo Campanini e Totò. Nello stesso anno, fu protagonista insieme a Nino Taranto in “Dove sta Zazà?” di Giorgio Simonelli. Grazie al suo fascino biondo, raffinato e spiritoso, Isa Barzizza conquistò rapidamente il successo e si ritrovò ad affiancare Silvana Pampanini, un’altra soubrette di grande fama nel dopoguerra, nel cuore del pubblico.

L’attrice ebbe modo di lavorare con Totò in diversi film, tra cui “Fifa e arena” e “Totò al Giro d’Italia” nel 1948, entrambi diretti da Mario Mattoli, e il grande successo al botteghino “I pompieri di Viggiù” nel 1949, sempre diretto da Mattoli. Tra i suoi altri lavori cinematografici di rilievo, vi furono “Le sei mogli di Barbablù” (1950) e “Figaro qua, Figaro là” (1950), entrambi diretti da Carlo Ludovico Bragaglia, e “Milano miliardaria” (1951) e “Era lui… sì! sì!” (1951), diretti da Marcello Marchesi e Vittorio Metz.

Gli ultimi anni di carriera: ruoli televisivi e al cinema

Isa Barzizza, nel corso della sua carriera, si dedicò anche al teatro, recitando in spettacoli di William Shakespeare come “La dodicesima notte”, diretto da Renato Castellani. Nel 1954, partecipò alle prime trasmissioni televisive della Rai recitando l’atto unico di Carlo Goldoni “L’osteria della posta”, con la regia di Franco Enriquez. Successivamente, si allontanò dal mondo dello spettacolo e si dedicò alla direzione del doppiaggio. Tornò al cinema quasi vent’anni dopo nel film “C’eravamo tanto amati” (1974) di Ettore Scola, in cui interpretò il ruolo della padrona di una pensione.

Apparve sporadicamente sul grande schermo in seguito, partecipando ad alcuni film accanto a Totò come “Grazie al cielo c’è Totò” (1990) di Stefano Pomilia. Ha anche condotto il rotocalco televisivo “Mai dire mai” su Rai 3 nel 1989, insieme a Fabio Fazio e Giampiero Mughini, e ha preso parte alle due serie della fiction televisiva di Rai 1 “Non lasciamoci più” (1999 e 2001). Nel 2012, tornò al cinema nel film “Viva l’Italia“, interpretando il ruolo di Marisa, una anziana ricoverata in ospedale. La sua ultima apparizione sul grande schermo è stata nel film “Indovina chi viene a Natale?” (2013) diretto da Fausto Brizzi. Il funerale di Isa Barzizza si terrà oggi pomeriggio alle ore 17 nella chiesa del Redentore, come annunciato dal parroco di Palau, don Paolo Pala.

Leonardo Gianelli

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