Le zanzare in Italia si distinguono principalmente in due specie: Culex pipiens e Aedes albopictus. Quest’ultima è conosciuta anche come zanzara tigre per via del suo caratteristico aspetto maculato. Mentre C. pipiens è diffusa in tutto il territorio italiano, è attiva principalmente al crepuscolo e durante la notte. Al contrario, A. albopictus, originaria del Sud Est asiatico, si è rapidamente diffusa nelle aree urbane e rurali italiane, mostrando una maggiore aggressività e pungendo durante tutto il giorno, soprattutto di giorno. Scopriamo meglio le differenze tra le due specie e come tutelarci da queste fastidiose (e potenzialmente pericolose) punture.
Le punture delle zanzare sono causate solo dalle femmine, che hanno bisogno del sangue per la maturazione delle uova. Queste punture provocano lesioni eritemato-papulose, caratterizzate da una piccola crosta ematica centrale e accompagnate da forte prurito e bruciore. Le lesioni causate dalla zanzara tigre sono più intense e sintomatiche rispetto a quelle della zanzara comune. L’intensità dei sintomi può variare in base alla reattività individuale, con le persone atopiche (allergiche ai pollini) che tendono ad avere lesioni più gravi.
Dal punto di vista sanitario, le zanzare sono note come potenziali vettori di numerose malattie virali e parassitarie, come la malaria e la filariasi. In Italia, la zanzara tigre è stata identificata come vettore del virus Chikungunya in alcuni casi sporadici, causando una sindrome influenzale simile che raramente può complicarsi con un’encefalite. La zanzara comune, in casi isolati, è stata identificata come vettore del virus West Nile, che provoca un’infezione generalmente benigna e solo raramente evolve in encefalite e/o meningite.
Le lesioni causate dalle punture di zanzara tendono a guarire spontaneamente, anche se possono essere fastidiose. In caso di reazioni multiple o prurito e bruciore intensi, l’applicazione di creme a base di steroidi o ossido di zinco può alleviare i sintomi. Gli antistaminici sistemici, da evitare per uso topico, possono ridurre il prurito. La terapia cortisonica sistemica, della durata di 1-2 giorni, è consigliata solo in caso di lesioni multiple molto gravi (come edemi del volto) e sintomi sistemici intensi.
La prevenzione riveste un ruolo importante per evitare le punture di zanzara. Indossare abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi di colore chiaro, evitare cosmetici profumati e utilizzare repellenti chimici sono alcune misure consigliate. I repellenti più utilizzati attualmente sono la Dietiltoluamide (DEET) e la picaridina (KBR 3023). Tuttavia, la DEET è controindicata nei bambini al di sotto dei 12 anni a causa del suo potenziale assorbimento, mentre la picaridina può essere utilizzata nei bambini sopra i 2 anni. I repellenti a base vegetale, come la citronella e gli oli essenziali di cedro, menta piperita, geranio e verbena, sono diffusi ma la loro efficacia è limitata a meno di un’ora.
Per prevenire le infestazioni di zanzare, è fondamentale eliminare i ristagni d’acqua dove le larve si sviluppano. Rimuovere l’acqua stagnante all’interno e all’esterno dell’abitazione e trattare con prodotti antilarvali i contenitori che non possono essere svuotati, come raccoglitori per l’acqua piovana e accumuli d’acqua destinati all’irrigazione di orti e giardini. Le disinfestazioni contro le zanzare dovrebbero essere eseguite solo in casi necessari e con prodotti a basso impatto ambientale, valutando attentamente il contesto.
Per disinfestare la propria abitazione dalle zanzare, è consigliabile controllare che le finestre siano chiuse o dotate di zanzariere e rimuovere gli eventuali ristagni d’acqua presenti nei sottovasi, nei vasi di fiori recisi e nelle vasche di idrocoltura. In giardino, è importante eliminare ristagni d’acqua dai sottovasi, dai vasi di fiori recisi, dalle vasche di idrocoltura e dai pozzetti di raccolta delle acque piovane.
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