Esteri

Il problema dell’Ucraina con i simboli neonazisti | Le difficoltà nel gestire l’eredità del novecento

Durante l’invasione russa dell’Ucraina iniziata nel febbraio 2022, sono state pubblicate e successivamente cancellate tre fotografie sui social media, da parte del governo ucraino e degli alleati della NATO, che sembravano innocue. Le immagini ritraevano un soldato in piedi in un gruppo, un altro che si riposava in una trincea e un soccorritore davanti a un camion. Tuttavia, ciò che ha attirato l’attenzione erano le toppe con simboli noti legati al periodo della Germania nazista. Questi sono diventati parte dell’iconografia di gruppi di estrema destra. Queste fotografie e la loro cancellazione mettono in evidenza la complessa relazione dell’esercito ucraino con le immagini naziste, una relazione forgiata sia durante l’occupazione sovietica che tedesca durante la Seconda guerra mondiale.

La difficile convivenza con questi simboli

Questa relazione diventa particolarmente delicata a causa delle dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin. Quest’ultimo ha accusato l’Ucraina di essere uno stato nazista, giustificando così l’invasione. L’Ucraina ha cercato di combattere i movimenti di estrema destra che indossano simboli nazisti. Lo ha fatto attraverso la legislazione e la riorganizzazione militare, ma alcuni membri di questi gruppi sono coinvolti nella lotta contro la Russia e fanno ora parte della struttura militare più ampia. Nonostante l’emarginazione politica dell’estrema destra, alcuni di questi membri sono considerati eroi nazionali. È importante sottolineare che l’Ucraina condanna categoricamente ogni manifestazione di nazismo e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è di origine ebraica. Tuttavia, l’ambivalenza dell’Ucraina nei confronti di questi simboli e talvolta anche la loro accettazione rischiano di dare nuova vita, a livello mainstream, a icone che l’Occidente ha cercato di eliminare da decenni.

L’importanza dei simboli

Le immagini in questione non hanno finora intaccato il sostegno internazionale alla guerra. Pongono però diplomatici, giornalisti occidentali e gruppi di difesa in una posizione difficile. Richiamare l’attenzione sull’iconografia potrebbe alimentare la propaganda russa, mentre non farlo consentirebbe la sua diffusione. Anche se gruppi e organizzazioni antisemitiche che tradizionalmente denunciano i simboli di odio sono rimasti in gran parte silenziosi, alcuni leader si sono preoccupati di essere associati alle posizioni della propaganda russa. La questione dell’interpretazione di questi simboli rimane divisiva e persistente, non solo in Ucraina. In altre parti del mondo, come nel sud degli Stati Uniti, alcuni considerano la bandiera confederata come un simbolo di orgoglio. Il tutto nonostante la sua storia di razzismo e secessione. Lo stesso accade per la svastica, che era originariamente un simbolo induista prima di essere adottato dai nazisti. È importante sottolineare che le forze armate NATO non tollerano l’uso di tali simboli. Quando compaiono, gruppi come l’Anti-Defamation League si esprimono e i leader militari reagiscono prontamente.

Le difficoltà nel gestire l’eredità del novecento

In diverse occasioni, sono state pubblicate e cancellate fotografie che mostravano soldati ucraini che indossavano toppe con simboli nazisti, come il Totenkopf e il Sole Nero. Anche i soldati russi in Ucraina sono stati visti con simboli simili, evidenziando la complessità nell’interpretare questi simboli in una regione ricca di storia sovietica e tedesca. L’Ucraina ha subito enormi sofferenze durante l’occupazione tedesca, inclusi massacri di massa e deportazioni di ebrei e altre minoranze. Tuttavia, alcuni ucraini hanno collaborato con i nazisti, considerandoli meno brutali dei sovietici. Durante la Seconda guerra mondiale, la Germania formò una divisione delle SS composta da volontari ucraini. In conclusione, la questione dei simboli nazisti presenti nell’esercito ucraino evidenzia la complessa relazione storica del paese con il nazismo e l’ambivalenza nei confronti di tali simboli. L’Ucraina condanna il nazismo. La presenza di questi simboli, però, rischia di alimentare la propaganda russa e mette i giornalisti e i diplomatici occidentali in una situazione difficile.

Un problema comune

Tutto ciò, ovviamente, non inficia l’appoggio dell’occidente al paese in questione. Non deve neanche spingerci a ripetere meccanicamente la propaganda del Cremlino. Pone però degli interrogativi su come gestire le truppe e i gruppi militari che adottano queste simbologie. Questi ultimi, prima o poi, dovranno fare i conti con il fatto che simboli di questo tipo non possano essere tollerati in un paese che ambisce a stringere sempre più legami con il mondo occidentale. In paesi che nel corso del novecento hanno vissuto la dominazione sovietica è piuttosto normale che vi siano individui così tanto radicalizzati e che abbracciano posizioni di estrema destra. Questo non rende queste stesse posizioni maggiormente tollerabili e ci impone di trattare con serietà questo problema. Non solo in Ucraina, problemi di questo tipo vi sono anche in paesi come la Polonia o l’Ungheria. Gestire l’eredità di quel secolo buio che è stato il novecento sembra pertanto sempre più difficile.

Leonardo Gianelli

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