Papa Francesco è stato sottoposto a un intervento chirurgico di laparotomia e plastica della parete addominale con protesi presso il Policlinico Universitario Gemelli. L’operazione è stata eseguita a seguito di un laparocele incarcerato che stava causando sindromi sub-occlusive dolorose e ricorrenti. Secondo il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, l’intervento era stato programmato dall’equipe medica che assiste il Pontefice. Papa Francesco rimarrà in ospedale per diversi giorni per consentire il normale processo di recupero post-operatorio e il ripristino completo della funzionalità.
Il laparocele è una complicanza post-operatoria grave che si verifica quando le viscere fuoriescono dalla cavità addominale attraverso una breccia nella parete, che si forma durante la fase di guarigione di una ferita laparotomica. Secondo quanto spiegato dal sito dell’Humanitas, il laparocele può verificarsi come un’ernia sulla cicatrice di un intervento chirurgico addominale. Questo inconveniente può presentarsi a distanza di tempo dall’operazione a causa dell’età, dello sforzo o del sovrappeso. L’ernia può essere risolta mediante un intervento chirurgico tradizionale o laparoscopico.
Può manifestarsi in maniera asintomatica o possono insorgere fastidio e/o dolore, soprattutto durante l’affaticamento, l’esercizio fisico, le lunghe camminate, la permanenza in piedi o gli sforzi addominali intensi come tosse, starnuti o defecazione. Le cause del laparocele includono il cedimento della parete muscolo-fasciale che sostiene l’addome, spesso come risultato di una ferita operatoria che non si è chiusa completamente nel tempo, o a causa di infezioni delle ferite, traumi non penetranti nella cute o lassità delle strutture muscolari. Le broncopneumopatie croniche ostruttive possono anche contribuire al laparocele a causa della tosse frequente e violenta che sottopone i muscoli addominali a sforzi continui.
Il trattamento chirurgico del laparocele viene solitamente eseguito con anestesia generale. La procedura tradizionale prevede l’utilizzo della stessa cicatrice dell’intervento precedente come via di accesso chirurgico. Durante l’operazione, viene isolato il sacco peritoneale e la porta del laparocele. Il laparocele viene quindi ridotto e ricollocato all’interno dell’addome, e di solito viene posizionata una rete sintetica per rinforzare la parete dove si è verificato il cedimento dei tessuti.
L’alternativa è rappresentata dalla chirurgia laparoscopica, una procedura che consente l’accesso alla cavità peritoneale tramite 3 o 4 piccole incisioni addominali. Questa tecnica permette di visualizzare l’area di cedimento fasciale dall’interno utilizzando una telecamera e strumenti chirurgici. La chirurgia laparoscopica viene preferita per i laparocele di dimensioni ridotte. Tuttavia, solo in casi eccezionali un laparocele di piccole dimensioni può essere trattato con altre forme di anestesia. Con l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, si spera che Papa Francesco possa guarire completamente dal laparocele e riprendersi completamente.
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