Esteri

Sommergibile disperso, i dettagli sulla sicurezza lasciano senza parole: dalle luci da campeggio al controller per guidarlo

I partecipanti alla spedizione per esplorare il relitto della nave con il sottomarino Titan, oltre al pagamento di 250mila dollari, hanno dovuto sottoscrivere un accordo: non è richiesta esperienza subacquea, ma bisogna essere a conoscenza della possibilità di morire. Intanto emergono dettagli e testimonianze sulle scarse condizioni di sicurezza all’interno del sommergibile.

Il curioso contratto

Emergono, in questi giorni, notizie più dettagliate sulla compagnia privata, la Ocean Gate Expeditions, che organizzava escursioni sottomarine per visitare i relitti del Titanic tramite piccoli sommergibili, uno dei quali andato disperso due giorni fa e non ancora ritrovato. La spedizione turistica sul fondale oceanico, dalla “modica” somma di 250 mila dollari, organizzata da Ocean Gate, prevedeva infatti un curioso contratto: i partecipanti dovevano firmare un accordo dettagliato, per il quale potevano tranquillamente dichiarare di non avere nessuna precedente esperienza subacquea, e porre tre firme “per essere a conoscenza che potresti morire durante il viaggio”. Questo accordo era stato sottoscritto anche dalle persone che al momento si trovano disperse a bordo del sommergibile.

I rischi della spedizione

Sul sito Internet dell’operatore, in una pagina archiviata, si legge appunto che è necessario aver compiuto 18 anni per vivere l’esperienza, ma non serve avere precedente esperienza di immersioni. “Imparerai tutto ciò che devi sapere per la tua immersione a bordo della nave della spedizione e ti aiuteremo a prepararti per la spedizione”, si legge nelle Faq. Le persone interessate devono “essere in grado di dimostrare forza, equilibrio e flessibilità”, afferma il sito web. È necessario ”firmare una cospicua rinuncia che elenca che potresti morire durante il viaggio. Menzionano la morte tre volte a pagina uno, quindi questa ipotesi non è mai lontana dalla tua mente”, così ha affermato alla BBC Mike Reiss, scrittore e produttore che vive a New York, e che l’anno scorso ha fatto un viaggio proprio sul batiscafo per vedere il relitto del Titanic. “Mentre stavo salendo sul sottomarino, il mio pensiero era che questa potesse essere la mia fine […] Sanno tutti in cosa si stanno cacciando”.

Le condizioni di sicurezza

Proprio in queste ultime ore è anche emersa la testimonianza di Chris Brown, un imprenditore britannico di 61 anni che aveva inizialmente versato un consistente deposito per poter partecipare alla spedizione proprio a bordo del sottomarino adesso disperso, ma che ha deciso di ritrarsi (fortunatamente) quando ha avuto modo di constatare che le condizioni di sicurezza non fossero le migliori. In particolare, si è dichiarato preoccupato dalla qualità delle tecnologie e dei materiali utilizzati da Ocean Gate. La notizia davvero scioccante, e la causa principale del suo cambio di idea, è dovuta al fatto che a bordo vengano usati dei controller da videogame per pilotare i sottomarini. Si tratta infatti di veri e propri controller Logitech modificati, completi di levette e pulsanti colorati, che consentono all’operatore di manovrare il sommergibile. E Chris ha rivelato ulteriore disagio a causa di problemi tecnici e ritardi, che gli hanno permesso di rendersi conto del fatto che l’azienda stesse prendendo scorciatoie in termini di sicurezza. Chris ha detto: “Ho scoperto che usavano vecchi pali per impalcature per la zavorra del sottomarino e i suoi controlli erano basati su controller in stile gioco per computer. […] Se stai cercando di costruire il tuo sottomarino, probabilmente potresti usare i vecchi pali. Ma questa era un’imbarcazione commerciale […] Alla fine ho inviato loro un’e-mail e ho detto: ‘Non sono più in grado di andare avanti con questa cosa’. Ho chiesto un rimborso dopo essere stato poco convinto”. Proprio in queste ultime ore tra l’altro, circola su Twitter un video di una vecchia intervista della CBS ai creatori del sottomarino, e li ritrae in atteggiamenti decisamente poco professionali. Nel video viene mostrato proprio il controller di cui parla Chris Brown.

 
Alessia Arcidiacono

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