Temu ruba i dati dei clienti? I rischi del nuovo Amazon cinese

La società di ricerche di mercato americana Grizzly Research ne è sicura: Temu è un vero e proprio spyware. 

Per i pochi che ancora non sanno di cosa stiamo parlando, ricordiamo che Temu è un’applicazione per lo shopping online incentrata nel settore del fast-fashion. Da qualche mese l’app cinese ha esordito in Italia e, servendosi di una tecnica di pubblicità aggressiva, ha ricevuto già un notevole successo.

Attualmente infatti, risultano più di 100000 coloro che si sono iscritti e hanno effettuato i primi acquisti. Dovrebbero preoccuparsi?

Secondo l’indagine Temu in realtà non esiste ma è solo stata creata per nascondere il vero obbiettivo dell’app.

Lo scopo reale dell’applicazione, per gli studiosi, è quello di accedere agli smartphone e ai dati degli utenti per poi rivenderli al miglior offerente. Con un guadagno nettamente maggiore rispetto a quello generato dalla vendita sottocosto.

Gli esperti hanno anche fatto luce sul fatto che gli sviluppatori dell’app sono gli stessi che qualche anno fa lavorarono per la creazione di Pinduoduo. Questa era un’applicazione appartenente alla medesima azienda proprietaria di Temu, la PDD, sospesa dagli store nel Marzo del 2023 perché compiva continuamente azioni non dichiarate nei documenti dell’app di cui gli utenti rimanevano totalmente all’oscuro.

La strategia sarebbe quindi quella di attirare più persone possibili per mezzo della vendita a basso costo, recuperata tramite la mercificazione dei dati personali degli utenti, evitando così il fallimento.

A porre l’attenzione sul tema anche giovani influencer che lavorano su Instagram come Mathias Loi il cui ultimo video ha raggiunto le otto milioni di visualizzazioni.

Dall’account sono.loi, il creator spiega: “Disinstalla subito Temu dal tuo telefono. Il governo americano ha trovato un virus che può leggere tutti i dati sul tuo telefono”.

Per tale ragione il team di Grizzly Research ha definito “impellente” la decisione di rimozione dell’app dagli store e disinstallarla dai dispositivi mobili.

La credibilità della ricerca condotta da Grizzly Reserarch

Il giudizio sull’app dunque sembra essere chiaro, tuttavia esiste un dato che molti hanno trascurato nell’indagare su questa vicenda: il ruolo di Grizzly Research.

Secondo il giornalista Giuseppe Croce “Grizzly Research, non è una società di cyber sicurezza ma un’azienda di consulenza economico-finanziaria che, secondo i media americani, fa short selling”.

Cioè vendita allo scoperto, un’operazione che, in poche parole, consiste nello scommettere in borsa sul crollo del valore delle azioni di una società. Il guadagno sarà inversamente proporzionale al valore della società: più crolla, più sarà maggiore.

In questo caso Grizzly Research, secondo il giornalista, starebbe facendo short selling su Temu e per di più non sarebbe la prima volta. In passato infatti l’avrebbe  atto per un’altra importante azienda: la casa automobilistica cinese NIO.

A fine giugno 2022 Grizzly pubblicò un’indagine indagine su NIO, accusata di compiere operazioni illegali per incrementare i ricavi. Il giorno dopo la pubblicazione del report NIO ha perso il 10% del suo valore a Wall Street.

Con la consapevolezza di ciò, ognuno di noi può analizzare la questione in modo più critico e trarne le adeguate conclusioni.