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Brian GuanBrian Guan

Brain Guan, influencer statunitense, inizia quella in principio sembra essere una semplice sfida per alimentare i suoi contenuti social. Un esperimento di 30 giorni nel quale si sarebbe comportato come se Dio fosse reale, pur non essendo convinto della propria fede.

Guan ha affermato in una dichiarazione per Premier Christian News di essere cresciuto con un’educazione cattolica, ma di essersene distaccato durante il periodo del college.

L’obiettivo dell’esperimento era pregare, leggere la Bibbia e praticare la gratitudine per capire se, attraverso la pratica quotidiana, qualcosa sarebbe cambiato dentro di lui e si sarebbe riavvicinato alla fede.

Secondo quanto raccontato dallo stesso influencer, durante il ventesimo giorno arrivò la svolta.

«I’m done pretending… this is real», avrebbe dichiarato in un video, affermando quindi di non considerarsi più una persona che stava semplicemente fingendo di credere. Poco dopo avrebbe definito Gesù Cristo il proprio «Lord and saviour».

Eppure, osservando la cronologia dei contenuti pubblici del suo profilo Instagram, la vicenda appare meno semplice.

L’ateo e la “challenge” dei 30 giorni da cristiano

Guan aveva presentato il proprio percorso come un esperimento. L’idea era iniziare a vivere secondo alcune pratiche cristiane anche in assenza di una certezza personale sull’esistenza di Dio.

Nei primi video utilizzava espressioni come “pretending” e “faithless Christianity”, raccontando il tentativo di pregare, leggere le Scritture e applicare nella vita quotidiana alcuni insegnamenti cristiani.

Un contenuto pubblicato il 2 agosto 2026, per esempio, era accompagnato dagli hashtag #faithlesschristianity e #christianity, mentre il video veniva presentato come il giorno 3 del percorso.

La svolta avviene al ventesimo giorno del suddetto esperimento, dove il fingere si trasforma in fede reale secondo quanto riportato del video in analisi.

Guan ha raccontato inoltre di aver letto insieme alla fidanzata il Vangelo di Giovanni e successivamente gli Atti degli Apostoli, cosa che ha portato molte riviste cristiane a supportare la teoria di una vera e propria conversione.

Il profilo di Brian Guan racconta davvero una conversione da zero?

Osservando i contenuti pubblici di Guan precedenti e contemporanei all’esperimento, infatti, non emerge l’immagine completamente lineare di una persona che fino a quel momento non aveva alcun rapporto con il cristianesimo e che improvvisamente ha scoperto la fede.

Già prima della serie dei 30 giorni, sul suo profilo comparivano contenuti dedicati a Dio, alla preghiera, al cristianesimo e al confronto tra fede e ateismo.

Un post pubblicato il 26 giugno 2026, quindi diverse settimane prima dell’inizio della serie “Faithless Christianity”, è accompagnato dagli hashtag #christianity e #spirituality e parla esplicitamente della preghiera. Nei commenti, inoltre, Guan interagisce direttamente con persone che gli chiedono del suo rapporto con la fede.

Ancora più significativo è un contenuto del 12 luglio 2026, nel quale compare un confronto tra un cristiano e un ateo proprio sul tema dell’aldilà, con gli hashtag #christianity, #spirituality e #atheism.

Brian ha giustificato la questione rivelando a Premier Christian News che aveva iniziato la sua fase di finzione un mese prima rispetto all’inizio della sfida filmata per i social.

Guan ha definito la sua conversione non come un cambiamento repentino, quando graduale. “It’s like going to gym everyday”, queste sono state le sue parole, esprimendo una narrativa di consistenza, necessaria affinché si possano percepire dei cambiamenti effettivi.

Non è una smentita, ma cambia la narrativa

Il fatto che Brian Guan fosse familiare con il Cristianesimo già prima della sfida per i social, non è necessariamente una smentita della conversione, ma cambia leggermente la narrativa.

Lui stesso ha dichiarato che era stato cresciuto in un ambiente cristiano e che se n’era allontanato gradualmente. La sfida, in questa luce, assume più una valenza di riscoperta della fede quanto che di conversione vera e propria.

I suoi contenuti successivi continuano sulla narrativa religiosa. Non solo quella cristiana in realtà, il profilo di Brian mostra un’apertura e una curiosità anche verso le altre religioni, come l’Islam o l’Ebraismo.

Un post dell’8 settembre 2026, per esempio, era intitolato “Christian tries other religions”.

La narrazione, dunque, sembra essersi trasformata da un esperimento sulla possibilità di credere a un percorso pubblico di esplorazione religiosa.